La scuola è sempre stata e continua a restare luogo di costruzione di identità, perché è il sapere, accanto all’esperienza di vita, che fonda e definisce progressivamente l’identità di una persona. Ma è nella scuola che si forma anche il sentimento di appartenenza ad una comunità civile, altro elemento decisivo del profilo e del carattere di ogni individuo. Per questo la scuola ha svolto un ruolo decisivo nel costruire e consolidare in questi 150 anni l’unità dell’Italia. Fin dall’inizio, con la legge del milanese Casati e con il primo ministro della pubblica Istruzione, il napoletano Francesco De Sanctis, la scuola del neonato Stato nazionale si propose come finalità di formare il nuovo italiano: in un primo tempo pensando soprattutto alla nuova classe dirigente, ma in seguito e sempre di più al nuovo cittadino.
Anche attraverso un forte impianto centralistico, la scuola diventò fabbrica di identità nazionale. Oggi, pur nella prospettiva del federalismo e nel pieno sviluppo del principio dell’autonomia scolastica, la scuola non deve dimenticare il concetto di Patria. Le celebrazione per i 150 anni della nostra unità devono rilanciare questa attenzione e sposarla a quella di una educazione che susciti nei ragazzi l’amore verso il proprio Paese facendoli sentire, nello stesso tempo, cittadini del mondo e partecipi di una grande comunità che condivide e forma il proprio destino. |