Confindustria Bari e Banco di Napoli (Gruppo Intesa Sanpaolo) hanno sottoscritto oggi un ulteriore importante accordo – che fa seguito a quello del 2009 – per assistere al meglio le piccole e medie imprese industriali pugliesi nell’attuale fase congiunturale ancora difficile ma certamente più orientata alla crescita e allo sviluppo. L’accordo è stato presentato agli imprenditori nella sede di Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani, da Alessandro Laterza, Presidente di Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani, Giuseppe Castagna, Direttore Generale del Banco di Napoli, Alessandro D’Oria, Direttore Area Puglia del Banco di Napoli, Franco Dall’Armellina, Direzione Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo, e Stefano Burani, Responsabile Servizio Internazionalizzazione Imprese di Intesa Sanpaolo. Il nuovo accordo conferma e prolunga gli strumenti attuati da quello precedente e disegnati per fronteggiare le principali emergenze della crisi, come ad esempio la linea di credito aggiuntiva per la gestione degli insoluti, i programmi di ricapitalizzazione per il rafforzamento patrimoniale, l’allungamento delle scadenze a breve termine e il rinvio rate su mutui e leasing, diventate poi oggetto dell’Avviso comune ABI.
Attraverso questi strumenti si è potuto dare un riscontro positivo a oltre 53.000 richieste a livello nazionale. L’accordo permetterà inoltre di valorizzare nuovi strumenti diagnostici e di simulazione studiati per agevolare il dialogo tra clienti e banca e per facilitare la bancabilità di aziende e progetti anche alla luce dei requisiti di Basilea. Nella fase di messa a punto e test è stata verificata la possibilità di migliorare il rating e quindi la capacità di credito delle imprese Il Banco di Napoli per la Puglia mette a disposizione 300 milioni di euro di plafond specificamente destinati a interventi e investimenti nei tre ambiti strategici individuati insieme a Piccola Industria per rilanciare la competitività delle aziende: Crescita dell’impresa: sviluppo delle iniziative volte a migliorare i parametri patrimoniali e la cultura creditizia delle imprese.
Promozione delle reti d’impresa e delle sinergie territoriali Internazionalizzazione: aiutare le imprese a sviluppare nuove strategie sui mercati esteri attraverso il supporto operativo in 40 paesi nel mondo e le consulenze specialistiche del polo per l’internazionalizzazione del Gruppo. Innovazione: finanziamento e sviluppo di programmi di ricerca, acquisizione di nuove tecnologie, raccordo tra banca, impresa e università. La presentazione odierna recepisce a livello locale l’accordo nazionale del 23 settembre tra Confindustria ed Intesa Sanpaolo, che prevede un plafond di 10 miliardi di euro, segnando ancora una volta la forte collaborazione sui singoli territori tra il gruppo Intesa Sanpaolo - che affida oggi il “sistema Italia” per quasi 500 miliardi di euro, dei quali circa i due terzi sono destinati al mondo delle imprese – e il sistema confindustriale. “Quello delle relazioni fra mondo creditizio e imprenditoriale è un tema complesso.
L’accordo siglato oggi ha il pregio di agire su molti aspetti di questa articolata relazione – dichiara Alessandro Laterza – L’accordo rende operativo a livello territoriale la convenzione nazionale fra Confindustria e Intesa Sanpaolo rinnovando una presenza già storicamente rilevante del Banco di Napoli sul territorio di Bari e della Puglia.” “Spesso le aziende, in particolare le più piccole e meno strutturate, fanno fatica a rappresentare se stesse in modo da poter essere comprese dal sistema bancario. Soprattutto in un momento di crisi come quello attuale, dove i fatturati e i bilanci non brillano – afferma Giuseppe Castagna - è necessario aumentare il dialogo e l’informazione con le banche presentando loro aggiornamenti, progetti, andamenti intermedi, che possano aiutare le banche a guardare oltre i numeri. In tal modo anche le banche possono aiutare le imprese indicando quali sono i criteri per il calcolo del rating e quali elementi possano migliorarli.
In questa direzione va proprio il nuovo accordo con Confindustria sulle PMI che mette a disposizione degli imprenditori uno strumento diagnostico della salute finanziaria delle loro imprese. In queste settimane stiamo presentando su tutto il territorio nazionale e qui nelle regioni del Banco di Napoli, l’accordo tra Intesa Sanpaolo e Piccola Industria di Confindustria per aiutare le PMI. Ho già fatto riferimento al “diagnostico” che si accompagna agli strumenti finanziari già elaborati in occasione del precedente accordo e che quest’anno vengono rinnovati con l’aggiunta dell’”anticipo fornitori”, oltre alla moratoria ed al conto insoluti. Inoltre abbiamo elaborato una serie di servizi e consulenze per le imprese che intendono innovare ed essere presenti sui mercati internazionali”. “Il protocollo che oggi sottoscriviamo con Confindustria Bari rinsalda ed intensifica i rapporti di collaborazione già proficuamente avviati con l’accordo firmato lo scorso anno – dichiara Alessandro D’Oria.
Con questa nuova intesa intendiamo, per un verso, ribadire la centralità nella nostra offerta di alcuni prodotti (finanziamenti per la ricapitalizzatone delle imprese, sostegno al capitale circolante, ecc) che hanno contribuito a sostenere le aziende nella fase più acuta della crisi economica; per altro verso, proporre nuove soluzioni che in particolare sui temi della ricerca ed innovazione, della internazionalizzazione e della bancabilità possano accompagnare la crescita delle imprese, attraverso l’offerta di finanziamenti e servizi specifici e dedicati. In special modo, in questo accordo il tema di una nuova relazione banca-impresa basata su principi di trasparenza e maggiore condivisione, ha indotto la Banca a mettere a disposizione delle aziende uno strumento “diagnostico“ di autovalutazione basato su dati economico-finanziari e qualitativi che, migliorando il processo di valutazione del merito creditizio attraverso una più approfondita conoscenza del business dell’impresa e delle sue prospettive industriali, avvia un nuovo processo di relazione, riduce l’asimmetria informativa e, in definitiva, avvicina la Banca alle Imprese“. |