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ACQUA POTABILE: IMMINENTE LA DECISIONE SULLA CONDOTTA DEL GOVERNO ITALIANO IN MERITO ALLE SOSTANZE NOCIVE

I cittadini di Lombardia-Campania-Lazio-Toscana-Trentino Alto Adige e Umbria per mesi hanno bevuto acqua pericolosa senza essere informati dei gravi rischi per la salute.

 

La Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea ha comunicato al Presidente Codacons-Rienzi, che è imminente la pronuncia sulla legittimità della condotta del Ministero della Salute in relazione alle sostanze pericolose nelle acque al consumo, i cui valori limite sono stati più volte derogati.

Così scrive Julio Garcia Burgues - Directorate General ENVIRONMENT della Commissione Europea - al Presidente Codacons “La ringrazio per il documento Motivi Aggiunti di ricorso n.rg. 4571/2010 sez. III “ inoltrato nel mese di luglio c.a. al Presidente della Commissione che me lo ha trasmesso…Desidero informarla che l’adozione della decisione della Commissione in merito alla richiesta di deroga presentata dall’Italia per talune aree geografiche delle regioni Campania, Lazio,Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige e Umbria è imminente ..”.

Ebbene l’Italia ancora una volta procede a rinnovare le proroghe per derogare ai limiti senza mettere mano alle reti idriche e alle cause dell’inquinamento dei nostri fiumi, molto spesso determinate dall’incuria delle Amministrazioni e in minima parte da cause naturali. La violazione del principio di precauzione ripetutamente connessa al principio di informazione a favore della popolazione appare indice di negligenza grave considerato che solo la conoscenza può consentire di adottare sistemi di prevenzione.

Una delle sostanze per le quali vale la deroga è l'Arsenico; l'ingestione di acqua contenente il suddetto elemento per periodi continuativi può portare a casi di cancro ai polmoni e alla pelle, al fegato e ad altri organi interni, iperpigmentazione, disturbi circolatori e altre gravi malattie.

Con il recepimento della Direttiva Europea 98/83/CE, che è entrata in vigore il 25 dicembre del 2003 mediante il Decreto Legislativo 31/01, la concentrazione prevista nell’acqua destinata al consumo umano è stata ridotta da 50 a 10 microgrammi per litro, µg/l (ovvero a dieci milligrammi per metro cubo d’acqua) .

Tale abbassamento è un ulteriore riconoscimento dell’elevata pericolosità dell’arsenico i cui effetti sulla salute umana sono ben documentati, ma reso vano dalle continue proroghe del Ministero della Salute che senza alcuna istruttoria né attività di prevenzione autorizza le deroghe. Mentre si attende fiduciosi la decisione della UE i cittadini di queste Regioni possono già rivendicare il diritto alla salute nei confronti del Ministero della Salute che in maniera superficiale consente lo sforamento dei limiti di legge previsti dalla UE.


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