Si nutrono speranze dopo le dichiarazioni del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Giancarlo Galan che, in Commissione Agricoltura del Senato, dove ha annunciato un pacchetto anticrisi per il settore primario. Ci si augura che questa volta si possa finalmente ottenere qualcosa di concreto. In passato e per troppe volte il governo ha sventolato ai quattro venti misure per fronteggiare la grave crisi delle imprese agricole, ma poi il tutto si è rivelato una semplice promessa non mantenuta”. Urgono provvedimenti mirati per gli agricoltori sempre più in affanno e con redditi falcidiati. Ci sono problemi urgenti, come la fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone di montagna e svantaggiate, la cui proroga scade il 31 luglio, e la reintroduzione del ‘bonus gasolio’, che richiedono immediate risposte.
D’altra parte, i costi produttivi, contributivi e burocratici in forte ascesa e i prezzi sui campi in netto calo -un aspetto evidenziato dal recente rapporto Istat- pesano come macigni sull’attività delle imprese e non sono più sostenibili. Adesso si attende che il ministro Galan, come annunciato, batta veramente un ‘colpo’. Il problema, però, sarà convincere gli altri ministri, a cominciare soprattutto da quello dell’Economia che, con la manovra finanziaria, non ha mostrato alcuna sensibilità nei confronti dell’agricoltura, visto che non c’è traccia tra i provvedimenti, tranne quello assurdo sulle quote latte che premia unicamente i furbetti. |