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AGRICOLTURA: URGENTE UN CONFRONTO SERIO PER UN NUOVO PROGETTO DI SVILUPPO

Il presidente Giuseppe Politi esprime apprezzamento per l’annuncio del ministro Francesco Saverio Romano di tenere l’iniziativa a Cremona entro novembre. Sono inutili le polemiche sulla sede. L’importante è avere finalmente una politica agricola nazionale.

 

“Esprimiamo apprezzamento per l’annuncio da parte del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Francesco Saverio Romano di svolgere entro il mese di novembre gli Stati generali dell’agricoltura a Cremona. Così diventa finalmente realtà la nostra proposta, lanciata sin da luglio 2004, della Conferenza nazionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale”. E’ quanto sostenuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi. “Appaiono, quindi, completamente inutili -ha aggiunto Politi- eventuali "polemiche sulla scelta della sede. E’ comunque un'occasione per una politica agricola nazionale, che in questi anni è mancata". “L’annuncio del ministro -ha rilevato il presidente della Cia- confermano le nostre tesi.

L’agricoltura è un settore strategico a livello globale che va tutelato e valorizzato. Per questo motivo serve subito un progetto di politica agraria. La nuova situazione nella quale il settore è costretto ad operare, le difficoltà economiche, il calo dei redditi e la crescita dei costi delle imprese, gli effetti della globalizzazione, le ripetute tensioni sui mercati mondiali, la riforma della Pac post 2013, la presenza di nuovi e più agguerriti competitori, le mutate esigenze dei consumatori, la mancanza di chiare ed efficaci scelte di politica economica rivolte al sostegno del mondo agricolo impongono scelte rinnovate e condivise”. “Dobbiamo progettare l’agricoltura del futuro.

E perciò diciamo basta a provvedimenti sporadici e ad azioni scollegate. Siamo contro politiche riduttive e ribadiamo un fermo ‘no’ alla logica del declino. Noi siamo per lo sviluppo e per politiche di ampio respiro. Abbiamo più volte sostenuto che l’agricoltura non è allo sbando; tanto meno gli agricoltori hanno ‘tirato i remi in barca’ e rinunciato a essere imprenditori. Vogliono soltanto essere messi nelle condizioni di operare con efficacia, di competere seriamente sui mercati”. “Per questa ragione, fin da adesso riconfermiamo tutto il nostro impegno e la nostra collaborazione affinché un alto confronto sull’agricoltura si possa svolgere nel migliore dei modi, dando risultati concreti e fornendo ai produttori agricoli le risposte che attendono”.


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