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ALIMENTARE: ALLARME SUGLI ADDITIVI CHIMICI NEGLI ALIMENTI

 

Quello che doveva essere uno strumento a difesa della sicurezza alimentare e della salute dei consumatori (il Codex Alimentarius) sta rivelando la sua vera faccia. Per la produzione e la commercializzazione di prodotti alimentari su tutto il globo terrestre, infatti, viene autorizzato l’utilizzo di sostanze chimiche che ne dovrebbero garantire la sicurezza sotto il profilo di igienicità. Ma nulla viene detto sui possibili effetti collaterali e sul residuo potere nutrizionali degli alimenti trattati con sostanze quali micotossine, idrocarburi aromatici policiclici; desoxynivasol; acrilamide, cadmio. Per i pesci si teme per il metilmercurio e per il piombo.

Recentissima è poi l’autorizzazione ad aumentare fino a quasi il doppio il livello delle aflatossine nelle nocciole, noci, pistacchi e fave di cacao. Eppure è risaputo che fin dagli anni 60 le aflatossine venivano utilizzate dai ricercatori per indurre i tumori negli animali per poi studiarli. Pertanto, le stesse non sono “potenzialmente“ cancerogene; ma SONO cancerogene e basta! Di conseguenza nessuno ci dice il livello personale (e non quello statistico) di sopportazione di tali additivi.

Uno dei prodotti, vanto della genialità italiana, il gelato, rischia di subire conseguenze gravissime dall’aggiunta delle aflatossine; se pensiamo che il latte (componente principale del gelato) viene munto da mucche trattate con l’ormone della crescita, allevate con prodotti transgenici, mescolati ad elevate dosi di antibiotici; e che a ciò si aggiungono le aflatossine delle nocciole,dei pistacchi e del CACAO (altro componente fondamentale), i gelatieri italiani non possono non condurre una strenua opposizione per la eliminazione degli additivi dannosi e per la tutela di un prodotto sano e sicuro, a reale tutela della salute dei consumatori.

Bisogna intervenire a tutela della salute dei consumatori italiani, chiedendo che vengano riparametrati le componenti del Codex (al momento libellus) Alimentarius attraverso la realizzazione di accordi che in primo luogo rispettino i prodotti naturali e la loro commercializzazione, ed in secondo luogo tutelino la salute dei consumatori (garantita dall’art. 32 della Cost.) ponendosi al di sopra di interessi privatistici e commerciali di qualsiasi natura e provenienza. A tale scopo si sollecita sin d’ora gli organi competenti a formulare le rituali opposizioni (per le aflatossine) nelle sedi competenti.

di Leonardo Verdini


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