Aumenti in vista per i prezzi dei prodotti caseari pugliesi. Dopo l’accordo volontario, finalizzato alla valorizzazione delle produzioni locali e del marchio Prodotti di Puglia, raggiunto fra allevatori e trasformatori, che all’inizio di agosto hanno firmato un’intesa per portare il prezzo del latte da 37,70 a 41,20 centesimi il litro, si profila un rincaro per mozzarella, burrata e tutti i derivati. Da tempo l’intero settore caseario pugliese sta subendo gli effetti dei continui rincari dei costi. Mangimi, trasporto, trasformazione, confezionamento, come ogni fase della produzione hanno registrato aumenti che pesano enormemente sui bilancio delle aziende.
Senza considerare il calo dei consumi. Nonostante ciò i prezzi al banco vendita sono rimasti sostanzialmente inalterati. L’accordo di inizio agosto sta però determinando un’ulteriore lievitazione dei costi di produzione. “La situazione dell’intera filiera è critica – spiega Donato Bellomo, segretario regionale dell’associazione trasformatori caseari della Cna – Giustamente è stato firmato un accordo con gli allevatori per adeguare il prezzo del latte alla stalla. A questo punto però la parte restante della filiera si trova completamente esposta ai colpi della crisi e alla concorrenza sleale di quelle aziende di produzione e di trasformazione del latte che operano a discapito della qualità e in spregio di qualsiasi norma di sicurezza alimentare.
E’ per questo che, prima ancora di parlare di rincari dei prezzi di vendita, noi chiediamo un’intensificazione dei controlli in tutto il comparto e allo stesso tempo ci impegniamo per migliorare la qualità dei prodotti pugliesi”, nonché il sostegno della Regione Puglia attraverso specifiche azioni promozionali. |