Si chiama “p17” la nuova risposta che la scienza medica ha approntato contro l’AIDS (HIV), di cui si parlerà venerdì 4 settembre all’Università della Calabria, nel corso di una conferenza stampa in programma alle ore 10 nella Sala Stampa dell’Aula Magna “Beniamino Andreatta”. A presentare l’importante vaccino terapeutico, in procinto di essere sperimentato sull’uomo, e a fare il punto sulle nuove modalità di controllo della replicazione virale, saranno due luminari della medicina internazionale: il Prof. Robert Gallo, famoso virologo americano che ha dedicato gran parte della sua attività scientifica allo studio dell’AIDS, e il Prof. Arnaldo Caruso (originario di Cosenza), ordinario di Microbiologia nell’Università di Brescia, che ha coordinato l’innovativa attività di ricerca, interamente realizzata in Italia. Il via libera alla “p17” è arrivato dall'Istituto superiore della sanità, dopo il superamento della fase preclinica, quella in cui la sostanza in procinto di essere sperimentata sull'uomo è stata prima sottoposta ad un lungo periodo di studio in laboratorio. La sostanza è risultata non tossica ed efficace, per cui è ora possibile iniziare la prima fase clinica. E’ stato Enrico Garaci, presidente dell'istituto superiore di sanità, ad annunciare l'avvio della sperimentazione in un incontro scientifico presso la Facoltà di Medicina dell'Università degli Studi di Brescia. La sperimentazione di fase 1 sarà curata, per la ricerca, dal prof. Arnaldo Caruso, ordinario di microbiologia dell'Università e responsabile del reparto di Microbiologia Pediatrica degli Spedali Civili di Brescia e per la clinica del Prof. Franco Baldelli, Direttore dell'istituto Malattie infettive dell'Università degli studi di Perugia. . In cosa consisterebbe quindi questa innovativa vaccinazione? Essa ha il ruolo di inoculare nel paziente già infetto dall’HIV la sola porzione attiva della “p17” resa immunogenica, cioè in grado di promuovere la formazione di specifici anticorpi, attraverso il legame con una proteina trasportatrice. La presenza degli anticorpi diretti verso la porzione funzionale della “p17” bloccherà l'attività biologica della proteina.: . La ricerca, che porta alla sperimentazione in fase 1 del vaccino terapeutico per bloccare l'attività biologica del virus HIV, nasce da un'idea italiana ed è stata sviluppata interamente a Brescia. Gli studi clinici volti ad appurare la sicurezza e l'immunogenicità del vaccino si svolgeranno, oltre che all'Istituto delle malattie Infettive dell’Università di Perugia, anche in altri tre centri a Milano, Torino e Brescia. Terminata la prima fase di studio clinico - che durerà circa un anno ed inizierà probabilmente già prima della fine del 2009 - a fronte di risultati positivi, si procederà ad effettuare la seconda fase di sperimentazione, volta a valutare l'efficacia del vaccino sull'uomo ed applicata, come prevede il protocollo, ad un ampio gruppo di pazienti. La terza ed ultima fase, infine, consiste in uno studio multicentrico con la sostanza inoculata ad un campione il più vasto possibile di persone ed in più centri a livello internazionale. Il vaccino che verrà a breve sperimentato in Italia è definito terapeutico perchè è somministrato a persone già infette. Dunque, un’ ulteriore arma, quella del vaccino, volta a controllare l'evoluzione di una malattia che, malgrado la disponibilità negli ultimi anni di farmaci antivirali molto potenti, causa ancora milioni di vittime ogni anno specialmente nelle aree più povere del mondo. |