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AL VIA LA NUOVA CAMPAGNA VACCINALE ANTI-HPV DELLA REGIONE PUGLIA

Il tumore del collo dell’utero sarà eradicato entro 15 anni parte da Taranto la vaccinazione “allargata” alle teenagers

 

La Regione Puglia vuole cancellare entro 15 anni il tumore del collo dell’utero su tutto il territorio. «É un obiettivo perseguibile - ha dichiarato l’assessore alle Politiche della Salute, prof. Tommaso Fiore -, i nuovi vaccini forniscono una protezione efficace e sono perfettamente sicuri. Le donne pugliesi ci sentono al loro fianco in una battaglia per la salute che rappresenta un investimento sul futuro della popolazione e una sfida in cui la Puglia è più avanti rispetto alle altre Regioni.» Un investimento sul benessere futuro delle donne pugliesi è infatti questa Campagna anti-HPV, dai confini “allargati” rispetto al resto d’Italia, che prende il via da Taranto, lunedì 20 settembre, con una conferenza stampa del Direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASL TA, dott. Michele Conversano e del Segretario Provinciale F.I.M.P, dott. Mario Marranzini.

Alla vaccinazione sono interessate in primo luogo - come prevede il Piano Nazionale - le ragazze di undici anni di età (per il 2010, le appartenenti alla coorte di nascita del 1999, che hanno compiuto o dovranno compire gli 11 anni di età dal 10 gennaio al 31 dicembre 2010), a cui verrà somministrato il vaccino più completo attualmente disponibile; ma l’Assessorato alle Politiche della Salute ha stabilito di estendere l’offerta gratuita dello stesso vaccino anti-HPV anche alle ragazze nel corso del diciottesimo anno di vita (e cioè che compiono 17 anni di età dal 1 gennaio al 31 dicembre dell’anno di riferimento).

Nel 2010, pertanto, verranno chiamate attivamente le ragazze della corte di nascita 1993, nel 2011 quelle della coorte di nascita 1994, nel 2012 le ragazze della coorte di nascita 1995 e nel 2013 le ragazze della coorte 1996 non ancora vaccinate. Il vaccino in somministrazione ha dimostrato la capacità di prevenire le infezioni causate dai cinque principali ceppi oncogeni responsabili di oltre l’80% dei casi di cervicocarcinoma. Nel 2009 The Lancet ha pubblicato i risultati di un ampio trial di efficacia che ha coinvolto 18.644 donne e che ha confermato che il vaccino, oltre ad essere altamente efficace nel proteggere dai due più comuni ceppi di HPV che causano il tumore della cervice uterina, il 16 e il 18, offre una protezione crociata nei confronti di altri tre ceppi virali oncogeni di HPV, il 31, 33 e 45.

In Italia vengono diagnosticati ogni anno circa 3500 nuovi casi di carcinoma delle cervice uterina, e circa 1000 donne muoiono a causa di questa patologia. Si tratta del primo tumore riconosciuto dall'OMS come totalmente riconducibile ad un'infezione. É infatti causato dal virus HPV (Human papilloma virus), di cui sono stati identificati oltre 120 genotipi che infettano l'uomo, di cui un terzo è associato in entrambi i sessi a patologie genitali, sia benigne che maligne. L'infezione da HPV è molto frequente nella popolazione; si stima infatti che oltre il 75% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della propria vita con un virus HPV di qualunque tipo, ed oltre il 50% si infetti con un HPV ad alto rischio oncogeno.

«Questa campagna di vaccinazione, che parte dalla Provincia di Taranto - ha affermato Michele Conversano - inaugura una strategia di prevenzione primaria del carcinoma della cervice che naturalmente sarà sempre affiancata dalle attuali politiche di screening rivolte alla popolazione adulta.» «Un valore aggiunto di particolare importanza - ha proseguito Conversano - è il monitoraggio dei tassi di copertura vaccinale che potremo realizzare grazie all’impiego di un software dedicato, il GIAVA, che ci consentirà di verificare costantemente il raggiungimento dei nostri obiettivi.» Nell’ambito della vaccinazione anti-HPV, Taranto rappresenta una realtà di particolare significato in Italia per il tasso di copertura raggiunto, che è stato molto elevato grazie all'azione capillare di stimolo ed informazione che il Dipartimento di Prevenzione ha realizzato, tramite le scuole, sui genitori ed anche grazie all'apporto dei pediatri di libera scelta.


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