Una bio-economia basata su sapere e conoscenza e' la parola d'ordine della Commissione Europea: su un modello di crescita cioe' che si focalizza sulla gestione, la produzione e l'uso sostenibile delle risorse biologiche rinnovabili, attraverso le scienze, la biotecnologia e l' integrazione con altre tecnologie. Il punto e' stato fatto durante i lavori di una conferenza dal titolo Knowledge Based Bio-Economy towards 2020 servita a avviare un confronto utile a mettere a fuoco la situazione europea sul tema, compiendo una verifica dell'efficacia della strategia avviata nel 2005 e con l'intento di formulare un aggiornamento del piano d'azione alla volta del 2020.
Si tratta di un un comparto in forte ascesa: un ''fatturato'' di oltre 2 mila miliardi di euro, l'impiego di circa 22 milioni di persone e la prospettiva di un trend in crescita. La Commissione e' convinto della necessita' di imprimere una forte accelerazione. La bio-economia possiede tutte le potenzialita' necessarie ad affrontare molte delle sfide prioritarie per il futuro degli europei dalla sicurezza alimentare, alla riduzione dell'impatto ambientale proveniente da agricoltura e industria, dalla fornitura di cibo sano a costi accessibili, all'incentivazione dello sviluppo costiero e rurale, fino alla riduzione e il riciclaggio dei rifiuti organici biodegradabili.
Un primo sforzo va fatto nella direzione della integrazione ed armonizzazione: la ricerca in questo settore e' ancora frammentata tra i vari Stati membri. L'esecutivo Ue vuole incrementare la coerenza dell'azione comunitaria tema, sia a livello europeo che nazionale, con un maggiore impegno dei singoli utenti finali, in modo che le nuove sperimentazioni e nuove azioni possano essere lanciate al piu' presto sullo scenario comunitario. E nei prossimi mesi la Commissione intende lanciare una consultazione aperta sulla Strategia della Ue verso un'economia sostenibile a base biologica al 2020. |