Roma - Tra le raccomandazioni che l’Italia non ha accolto nell’Upr, il documento dell’Onu sui diritti umani rivolto al nostro Paese, c’è l’inserimento nel codice penale del reato di tortura. E’ il portavoce di Amnesty International per l’Italia, Riccardo Noury, a lanciare l’allarme oggi al Senato, nel corso della presentazione di un rapporto sull’Italia e i diritti umani ad opera del Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani.
“Da 23 anni ci viene detto che ci si sta lavorando e poi all’Upr si risponde che è giuridicamente difficile sostenerlo, perché è una fattispecie già coperta da altri articoli”, afferma Noury che ricorda i fatti del G8 di Genova nel 2001 e, per quanto riguarda l’emergenza immigrazione, deplora “la vecchia abitudine di ricorrere alla detenzione sommaria e generalizzata dei migranti”. |