L'ANCI Puglia, presente con una propria delegazione alle manifestazioni del 23 agosto a Perugia e del 26 agosto a Roma, in linea con il Consiglio Nazionale dell'Associazione, chiede la sostanziale modifica della manovra bis varata dal Governo, relativamente alla parte riguardante i comuni. Nello specifico chiede: - Eliminazione o riduzione dei tagli alle risorse comunali. I tagli della recente manovra sommati a quelli delle manovre dell'ultimo anno diventano insostenibili per i comuni e sproporzionati rispetto al reale peso dei comuni sul deficit della PA. Si tratta di tagli ai diritti dei cittadini. Sono a serio rischio l'autonomia politica e amministrativa, l'adeguatezza e il ruolo istituzionale dei comuni garantito dalla Costituzione.
Oltre a limitarne le politiche di sostegno economico, i tagli ai comuni, penalizzano doppiamente i cittadini: compromettono l'erogazione di servizi essenziali legati a diritti fondamentali e inducono gli enti locali all'aumento delle imposte. Quindi, in sostanza, riduzione della spesa per sviluppo, investimenti e sociale e aumento delle tasse, tutto questo in pieno contrasto con la politica di riforma federalista. - Annullamento della manovra di inasprimento del patto di stabilità interno che viola per i comuni il principio del pareggio di bilancio, adottato invece per lo Stato e sostanziale revisione del patto, al fine di consentire ai comuni di assolvere alle obbligazioni contratte con le imprese e rilanciare gli investimenti e la crescita sul territorio. Inoltre si propone l'introduzione di una norma che consenta la imponibilità delle regole del patto di stabilità interno in tutte le sedi giurisdizionali in modo da salvaguardare la credibilità dell'azione amministrativa locale, oltre a una diversa e più funzionale disciplina della certificazione dei crediti vantati dalle imprese nei confronti dei comuni. - Stralcio delle norme ordinamentali sui piccoli comuni contenute nell'art. 16 della manovra di ferragosto e immediata apertura di un confronto sulla promozione dell'associazionismo intercomunale.
Gli enti locali continuano ad essere oggetto di continui tentativi di modifiche ordinamentali che forse mancano di una visione strategica e sistematica di quello che è l'assetto istituzionale delle autonomie locali. In Puglia, su 258 comuni ve ne sono 6 sotto i 1000 abitanti, peraltro compresi negli 85 “piccoli”, con popolazione inferiore ai 5000. Non si può cancellare con un provvedimento varato in un decreto il patrimonio di identità locale di un paese come l'Italia che si fonda sulle piccole municipalità. E’ necessario sicuramente incentivare la gestione associata e lo strumento delle unioni come forma sistematica di gestione delle funzioni dei piccoli comuni, al fine di migliorarne la qualità dell'organizzazione, il costo e l'erogazione dei servizi. L'ANCI sollecita la conclusione dell'iter approvativo della Carta delle autonomie. “
Abbiamo partecipato alle manifestazioni di Perugia e Roma convinti delle nostre ragioni di sindaci e forti delle nostre proposte – ha dichiarato il presidente di ANCI Puglia Luigi Perrone -. Pur comprendendo il particolare momento di crisi economico-finanziaria del Paese riteniamo pesanti e inappropriati i provvedimenti della manovra riguardanti i comuni. Abbiamo chiesto ai sindaci pugliesi di essere presenti in massa alla manifestazione di lunedì 29 agosto a Milano. Auspichiamo l'accoglimento delle nostre richieste da parte del Governo per cambiare questa manovra e forse il futuro di questo Paese. Confidiamo nel senso di responsabilità e nella leale collaborazione interistituzionale in questo particolare momento di crisi internazionale. Diversamente, continueremo la nostra civile protesta anche con iniziative in Puglia”. |