Agenzie di rating sotto accusa da parte dell' Ue che chiede di tenere conto degli sforzi del governo greco e l'intervento di Ue e Fmi. Gia' sotto tiro nel pieno della crisi finanziaria dei subprime per aver omesso o peggio agevolato i rischi dei prodotti tossici, le agenzie tornano nell'occhio del ciclone per i tagli ai rating di Grecia, Portogallo e oggi anche Spagna, nel delicato momento delle trattative fra Ue-Fmi e governo di Atene, fomentando cosi' di fatto la speculazione. Le agenzie, in specie Standard and Poor's che ha portato il rating della Grecia a 'spazzatura' non rilasciano commenti ufficiali ma nei comunicati su ogni taglio di rating si attribuisce la decisione al peggioramento delle stime macroeconomiche e di crescita del Pil, situazione che rende piu' difficile il ripagamento del debito a meno di decisi interventi correttivi di bilancio o fiscali.
Standard and Poor's prevede una crescita zero della Grecia da qui al 2016 e con un debito oltre il 130% del Pil nel 2011, un debito che non scendera' per il Portogallo fino al 2013 mentre per la Spagna vi e' un ritocco dall'1% allo 0,7% della crescita media annua del Pil nel periodo 2010-2016. Una risposta indiretta quindi alle accuse di essersi lasciati condizionare dal mercato e dalla speculazione di queste settimane. Ad aprire il fuoco di fila in giornata e' stata la Commissione europea che si aspetta che le agenzie di rating agiscano in maniera responsabile e rigorosa.Il presidente della Bce, Trichet, ha spiegato che il programma di risanamento del governo greco dovra' essere ''coraggioso e convincente, e mi aspetto che gli osservatori ne tengano conto, incluse le agenzie di rating''. |