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APIMA: BENE L’ISTITUZIONE DELL’ALBO DEGLI AGROMECCANICI

Assolutamente positivo il commento di Apima Mantova, che aveva più volte sollecitato l’introduzione di specifiche norme in materia. «Il nuovo Testo Unico – dichiara Marco Speziali, presidente di Apima - semplifica e innova una serie di norme che regolano la materia agricola».

 

Le imprese agromeccaniche lombarde possono finalmente contare su un proprio Albo professionale, destinato a valorizzare il fondamentale apporto che il contoterzismo agricolo offre al settore primario, nella regione con il Pil agricolo più elevato d’Italia. Così prevede il Testo Unico dell’Agricoltura, approvato nei giorni scorsi. Tra i punti di forza del nuovo provvedimento, vi sono: l’attenzione per i giovani agricoltori e per le aree svantaggiate, una maggiore tutela del suolo agricolo, delle produzioni di qualità e della filiera corta. Fondamentale, per Apima, «il riconoscimento del ruolo svolto dalle imprese agromeccaniche come soggetti operanti a pieno titolo nel settore agricolo mediante realtà professionali qualificate, siano esse organizzate in ditte individuali, società, cooperative o consorzi». Le norme dedicate alla figura dell’imprenditore agromeccanico, che cominceranno a produrre i propri effetti a partire dal 13 gennaio, hanno indubbiamente come punto di riferimento la decisione di istituire presso la giunta regionale un Albo delle imprese agromeccaniche lombarde. «Sotto questo profilo – afferma Sandro Cappellini, direttore di Apima e coordinatore nazionale di Confai - la Lombardia si conferma ancora come regione apripista: auspichiamo che anche a livello nazionale si segua tale impostazione».

L’istituzione dell’Albo dovrebbe dare inoltre un colpo decisivo al mercato sommerso, che vede attualmente un certo numero di operatori non professionali offrire servizi agromeccanici di scarsa qualità e in dubbie condizioni di sicurezza. «Con questa presa di posizione – prosegue Cappellini – la Regione ha mostrato di capire fino in fondo il ruolo del contoterzismo nella moderna agricoltura professionale. In Lombardia la quasi totalità delle aziende agricole operanti nelle filiere principali ha scelto di “terziarizzare” una o più operazioni sul campo, con punte che arrivano anche al 98% nel caso della raccolta di cereali, soia e barbabietole». È il fenomeno della cosiddetta agricoltura in outsourcing, che sta generando di fatto, nelle aree più avanzate del nostro Paese, una nuova tipologia di azienda agricola: si tratta di quelle grandi aggregazioni di terreni che ruotano attorno ad ognuna delle aziende agromeccaniche professionali le quali, applicando idonee economie di scala, favoriscono sinergie gestionali tra i clienti-agricoltori, promuovendo la nascita di forme di collaborazione su ampia scala.


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