Firenze − Dopo la falcidia degli alveari, che in due anni ne ha dimezzato il numero, i dati del monitoraggio “Apenet” dimostrano che abolendo la cosidetta ‘concia’ dei semi di mais e soia, le api possono tornare a volare e produrre miele. Per questo la Regione Toscana, che già ha quintuplicato i moduli della ricerca nazionale “Apenet” (il 20-25% dei dati raccolti nel 2009 vengono da 5 province toscane), ha deciso non solo di riconfermare l’appoggio al progetto di monitoraggio, ma di impegnarsi con azioni innovative per tutelare assieme ambiente, produttori e consumatori. La Commissione ‘Agricoltura’ del Consiglio regionale, in questa direzione ha approvato oggi un’apposita risoluzione che la prossima settimana sarà votata dall’assemblea legislativa.
Nel condividere la decisione del ministro dell’agricoltorua Zaia di sospendere anche per il 2010 l’uso delle sostanze neonicotinoidi, la II Commissione ha chiesto alla Giunta toscana di promuovere la tipicità del miele, predisponendo severi controlli sanitari sulle importazioni da paesi extracomunitari, studiando un’etichetta per la totale tracciabilità del prodotto e realizzando una banca dati genetica delle api. A Roma è stata convocata una conferenza stampa, per venerdì 5 febbraio (ore 12,00 – presso la Delegazione della Regione Toscana), dove saranno consegnati i primi dati ottenuti dal monitoraggio nazionale “Apenet” ed illustrati i punti innovativi della risoluzione toscana.
All’incontro con i giornalisti interverranno: Sylvie Coyaud (giornalista ed autrice del libro “La scomparsa delle api”); Francesco Panella (presidente nazionale dell’unione Apicoltori Italiani); Claudio Porrini (Università di Bologna - rete APENET Nazionale); Giovanni Brajon (responsabile Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Toscana e Lazio e Coordinatore rete monitoraggio APENET Toscana); Aldo Manetti (presidente II Commissione del Consiglio regionale della Toscana). Capire e conoscere questo delicato equilibrio è fondamentale. Se muoiono le api si ferma l’impollinazione, con il rischio di una carenza alimentare planetaria.
Il mistero mondiale della scomparsa delle api, segnalato attorno al 2006 (rilanciato sulla stampa anche da New York Times, Telegraph, Der Spiegel, Le Monde, La Stampa, La Repubblica, Famiglia Cristiana, Il Sole 24 Ore, Nature, Science), comincia a dipanarsi, grazie alla sospensione della ‘concia’ dei semi. “La Toscana vuole essere ‘capofila’ del rinnovamento nel rapporto tra agricoltura ed ambiente e le api sono la migliore ‘sentinella’ biologica che abbiamo a disposizione –ha detto Manetti–, per questo è necessario ascoltare i produttori di miele, continuare la ricerca scientifica ed il monitoraggio, regolare meglio i controlli internazionali, promuovere la tipicità del miele.
Al progetto “Apenet”, a cui ‘collaborano’ in Italia circa 150 milioni di api, occorre affiancare decisioni europee che limitino l’uso della chimica in agricoltura e promuovano tutti i prodotti salutari che derivano dal lavoro di questi insetti. Dopo la conferenza stampa di Roma, il prossimo 12 febbraio organizzeremo ad Alberese un ‘educational’ per gli studenti dell’Istituto agrario di Grosseto, perché la conoscenza del grande e delicato sapere sulla vita delle api è fondamentale per formare gli operatori del futuro. |