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APPROVATO IL NUOVO DECRETO LEGISLATIVO SULLE ENERGIE RINNOVABILI

Per il settore biomasse e biogas positivi riscontri ma adesso chiediamo un coinvolgimento sui decreti attuativi.

 

Il Consiglio dei Ministri di ieri ha approvato il decreto legislativo sull'energia da fonti rinnovabili. Il provvedimento nel recepire la direttiva europea sulle rinnovabili, definisce i principi sui quali con successivi decreti attuativi saranno applicate le regole e gli incentivi per la produzione di "energia pulita" per i prossimi 10 anni. Vista dal punto di vista delle biomasse e del biogas, quindi dal settore delle agrienergie, gli elementi positivi sono piuttosto importanti. E’ Istituito un fondo di garanzia a sostegno delle reti di teleriscaldamento. In questo modo la realizzazione delle reti potrà contare su un sistema di garanzia bancaria. Incentivi per la produzione di energia elettrica da biomasse, biogas, bioliquidi Le tariffe omnicomprensive già previste per gli impianti di potenza inferiore a 1 MW restano costanti per l’intero periodo di diritto e ferme ai valori stabiliti per tutti gli impianti che entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2012. Lo stesso vale per i coefficienti di moltiplicazione già previsti per gli impianti superiori a 1 MW che entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2012.

Gli impianti che entreranno in esercizio dopo il 31 dicembre 2012 con potenza fino a 5 MW elettrici potranno beneficiare di una nuova tariffa che verrà definita con uno specifico decreto. Oltre i 5 MW è previsto un incentivo assegnato tramite aste a ribasso gestite dal GSE. Sono previsti specifici contributi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per interventi di efficienza energetica per interventi di piccole dimensioni, realizzati in data successiva al 31 dicembre 2011. Solo un successivo decreto attuativo definirà con precisione la tipologia degli interventi. Abbiamo proposto che in questa tipologia di contributo venga considerato un intervento di rottamazione di apparecchi a scala domestica tipo stufe e caminetti obsoleti, da sostituire con apparecchi dotati di moderne tecnologie e conformi alle più recenti norme europee. Inoltre in sede di definizione del decreto attuativo proporremo l’istituzione di un sistema del tipo “conto energia” ma specifico per l’energia termica prodotta da impianti alimentati a biomasse legnose (legna, cippato, pellet) e distribuita con piccole reti, che dimostreranno di essere conformi alle classi più restrittive in materia di emissioni e che presentano un alto livello di efficienza.

Il decreto prevede una riforma dei certificati bianchi ovvero dei titoli di efficienza energetica. Il certificato bianco già si applica anche all’energia termica prodotta da impianti a biomasse, ma questo decreto legislativo modifica alcuni criteri fondamentali tra cui la durata che passa dagli attuali 5 anni con una durata raccordata alla vita utile dell’intervento. Finalmente anche l’Italia si allinea agli altri paesi del nord Europa in tema di biometano, cioè di biogas purificato. Entro 3 mesi dalla entrata in vigore del decreto, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas emanerà le specifiche tecniche del biometano. E’ previsto un sistema di incentivi su tre diverse opzioni: a) una tariffa incentivante se utilizzato per la produzione di energia elettrica in impianti di cogenerazione ad alto rendimento; b) mediante il rilascio di certificati di immissione al consumo di biocarburanti qualora il biometano sia utilizzato nei trasporti c) mediante l’erogazione di uno specifico incentivo qualora il biometano venga immesso nella rete del gas naturale.

Un apposito decreto definirà durata ed entità dell’incentivo. Per gli impianti di potenza elettrica fino a 1 MW, di proprietà di aziende agricole o gestiti in connessione con aziende agricole, agro-alimentari, di allevamento e forestali, alimentati da biogas, biomasse e bioliquidi sostenibili, è possibile cumulare le tariffe incentivanti con altri incentivi pubblici non eccedenti il 40% dell’investimento. Stessa opportunità ma senza limiti di potenza è consentita agli impianti cogenerativi e rigenerativi alimentati da fonte solare, biomasse, biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, inclusi i sottoprodotti , ottenuti nell’ambito di intese di filiera, contratti quadro o filiere corte cioè ottenuti entro un raggio di 70 km dall’impianto che li utilizza per produrre energia elettrica. La quota obbligatoria di biocarburanti da miscelare nei carburanti fossili da conseguire entro il 2014 è del 5%.

Dalla data di entrata in vigore del decreto, per gli impianti fotovoltaici collocati a terra nelle aree agricole, l’accesso agli incentivi statali è consentito a condizione che la potenza nominale di ciascun impianto non sia superiore a 1MW e nel caso di terreni appartenenti al medesimo proprietario , gli impianti siano collocati ad una distanza non inferiore a 2 chilometri. Inoltre non sia destinato all’installazione degli impianti più del 10% della superficie del terreno agricolo nella disponibilità del proponente. Detti limiti non si applicano ai terreni abbandonati da almeno 5 anni. I limiti al fotovoltaico nelle aree agricole non si applica agli impianti che hanno conseguito il titolo abilitativo entro la data di entrata in vigore del decreto, o per i quali sia stata presentata la richiesta del titolo entro il 1 gennaio 2011, a condizione che l’impianto entri in funzione entro un anno dalla entrata in vigore del decreto.

Esaminando nel complesso questo provvedimento dal punto di vista agricolo e forestale, e non soffermandoci su alcuni aspetti specifici sui quali possono essere evidenziate alcune riserve, il contenuto è positivo. E' necessario però che fin da subito il settore delle agrienergie sia coinvolto nella predisposizione dei numerosi decreti attuativi che definiranno nel concreto le scelte operative e i livelli degli incentivi. Aiel ritiene necessario che i prossimi provvedimenti siano ispirati secondo due principali direttrici: 1) promuovere la generazione distribuita, i piccoli e medi impianti realizzati in sintonia e nel rispetto con le caratteristiche e le risorse del territorio affiche i benefici si trasformino in sviluppo locale al servizio delle comunità; 2) sostenere le iniziative realizzate dalle piccole e medie imprese e dagli imprenditori agricoli e forestali nel campo della produzione energetica da fonti rinnovabili, come opportunità di reddito e occasione di sviluppo.


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