Disposta dal Tribunale di Bari l'archiviazione dell'inchiesta sulle morti da uranio dei militari in missioni. Secondo la UIL Puglia le motivazioni espresse nell'ordinanza non sono condivisibili perchè non sussiste uniformità di giudizio nemmeno con la recente sentenza del Tribunale di Firenze, che ha preso in esame il caso di un militare di leva, che, avendo partecipato alla missione Ibis in Somalia tra il 1991 ed il 1993, aveva contratto il tumore di Hodgkin. Con la sentenza del 17 Dicembre 2008 il Tribunale di Firenze,appunto, ha accolto il parere del consulente tecnico, il quale ha constatato ed ammesso l'esistenza di un nesso di casualità tra il Linfoma di Hodgkin e l'esposizione all'uranio impoverito ed ha condannato il Ministero della Difesa per non aver disposto l'adozione di adeguate misure protettive. Attualmente,invece, si assiste ad una situazione paradossale: da un lato il Centro Studi dell'Osservatorio Militare,la Commissione Parlamentare ed il Ministro La Russa confermano il diretto nesso causa-effetto, dall'altra, tuttavia,si invocano, ancora, le cosiddette "certezze processuali". La Uil Puglia non è a caccia di un colpevole da consegnare all'opinione pubblica, ma vuole chiarezza per la tutela di tutti i militari e civili italiani che prestano la loro opera al servizio della Nazione e ai quali non può essere data assistenza, secondo la logica della probabilità eziopatogena dell'evento, ma in base ai casi concreti,evidenti e ed incontestabili. MARIELLA VASCIAVEO |