Per Assaeroporti è intervenuto il Segretario Generale, Stefano Baronci insieme al Presidente di Enac, Vito Riggio, al Presidente della SEA, Giuseppe Bonomi, al Direttore Generale di GESAP, Carmelo Scelta e il Presidente dell’aeroporto Marconi di Bologna, Giuseppina Gualtieri. Nel corso della conferenza Stefano Baronci ha dichiarato: “Le cifre del Fact Book ICCSAI 2011 dimostrano che il trasporto aereo e il comparto aeroportuale sono più che mai vivi e in promettente evoluzione. L’Italia cresce a livello di traffico più velocemente degli altri Stati Europei (+7%), innanzitutto con l’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci e l’aeroporto di Milano Malpensa, rispettivamente con un +7,5% e un +8% nonostante il dehubbing Alitalia sullo scalo milanese.
Notevole sviluppo hanno avuto altri aeroporti medi italiani come Venezia, che a livello di sistema aeroportuale (Venezia e Treviso) ha superato i 9 MLN, e Catania con un + 6,5%”. “Secondo i dati ICCSAI, l’aeroporto di Roma in particolare è cresciuto negli ultimi 5 anni più velocemente di ogni altro hub europeo, ad eccezione solo di Madrid, con un +7,6 MLN di passeggeri. Aeroporti di medie dimensioni come Bergamo e Bologna rientrano nella top 20 di questa stessa categoria, con rispettivamente +3.3 MLN e +1.8 MLN di passeggeri. Anche il ranking dei primi venti aeroporti per tassi di crescita del traffico passeggeri nel periodo 2005-10 “parla italiano”, con ben undici aeroporti – tra cui Trapani, Bari, Brindisi, Parma, Perugia, e Pisa – della nostra Penisola”.
Il primo quadrimestre del 2011 conferma questo trend con un incremento del 10,4%, nonostante fattori macroeconomici, come ad esempio la debole crescita economica e il forte aumento del costo del petrolio, costituiranno elementi frenanti”. “Questa spinta positiva - continua Baronci - responsabilizza ancor di più che in passato tanto gli operatori del settore quanto le parti istituzionali.
Gli operatori sono chiamati a una difficile ma necessaria fase di adattamento a una domanda crescente e diversificata cui potranno rispondere esclusivamente attraverso investimenti infrastrutturali, mentre le istituzioni dovranno fornire ai gestori aeroportuali gli strumenti necessari per consentire gli investimenti pubblici ed attrarre capitali privati, a cominciare dall’improcrastinabile adeguamento tariffario unitamente alla definizione di un quadro normativo certo e semplificato con un regolatore autonomo e indipendente”. |