Il Ministro la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ha presentato questa mattina la rilevazione sulle assenze per malattia dei dipendenti pubblici del mese di settembre. I dati del monitoraggio indicano un incremento del 24,2% delle assenze per malattia rispetto allo stesso mese del 2008 (la stima è riferita al complesso delle amministrazioni pubbliche ad esclusione dei comparti scuola, università e sicurezza). Il confronto con il 2007 mostra ancora una riduzione sensibile delle assenze, data la forte diminuzione che si era registrata a settembre del 2008 (-44,6%).
Con riferimento alle assenze per malattia, i dati di settembre segnalano gli aumenti più rilevanti nei Ministeri, Presidenza del Consiglio e Agenzie fiscali (+28,7%) e nelle Amministrazioni fiscali (+27,7%) mentre gli Enti di previdenza registrano invece una diminuzione del 7,4% del fenomeno. Per quanto riguarda gli eventi di assenza superiori a 10 giorni, gli incrementi più significativi interessano Ministeri, Presidenza del Consiglio e Agenzie fiscali (+28,5%) e le Amministrazioni provinciali (+28,3%) mentre si assiste a una rilevante riduzione nelle altre PA centrali (-26,6%). Limitatamente alle assenze per altri motivi, nel comparto delle altre PA centrali si osservano incrementi significativi nelle altre PA centrali (+10,5%) a fronte di rilevanti riduzioni nelle Aziende sanitarie locali (-10,8%).
Nelle diverse macro-aree del Paese le assenze per malattia registrano variazioni percentuali comprese tra il +28,8% delle Regioni del Nord Ovest e il +22,4% di quelle del Mezzogiorno. Per gli eventi di assenza per malattia superiori a 10 giorni si passa invece dal +22,7% del Nord Ovest al +12,8% del Mezzogiorno. Le assenze per altri motivi, a fronte di un dato medio pari al -2,4%, si riducono invece in misura particolarmente consistente nelle aree meridionali del Paese (-8,1%).
Quella registrata a settembre è la seconda variazione di segno positivo dopo più di un anno di forti riduzioni: già nello scorso mese di mese di agosto si era infatti già riscontrato un aumento del 16,7% delle assenze per malattia rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (+16,7%): un dato che era stato interpretato come il primo segnale dell’attesa fase di assestamento del fenomeno. Il confronto, infatti, veniva effettuato con il mese di agosto 2008, nel quale la legge 133/08 - già pienamente operativa - aveva portato a una forte contrazione delle giornate di malattia (-44,4%). Fino al mese di luglio 2009 i dati del monitoraggio mostravano riduzioni rilevanti dei giorni di assenza, evidenziando l’efficacia dell’azione intrapresa dal Ministro Brunetta sul fronte dell’assenteismo nel disincentivare il ricorso opportunistico alle assenze per malattia
. Nel primo anno di applicazione della legge 133/2008 le assenze si sono ridotte del 38%: un dato che, proiettato all’intera Pubblica Amministrazione, equivale a 14 milioni di giornate aggiuntive lavorate al servizio dei cittadini. Dopo questa prima fase di forti riduzioni, l’andamento delle assenze avrebbe dovuto stabilizzarsi su un livello più basso rispetto alla situazione previgente, perché scevro da effetti dovuti ad un uso opportunistico della malattia, e registrare di mese in mese oscillazioni, più o meno intense, spiegate soltanto da fenomeni epidemiologici.
Poiché non c’è evidenza che nei mesi di agosto e di settembre si sia registrato un aumento significativo del rischio malattia causato da eventi epidemiologici, l’andamento di questi due mesi ha quindi due possibili spiegazioni: - è la conseguenza dell’aggiustamento dei comportamenti individuali che segue una fase iniziale di iper reazione determinata dall’effetto annuncio, che potrebbe aver spinto le assenze sotto il livello fisiologico. Rispetto alla situazione previgente, i giorni di assenza per malattia, infatti, rimangono su livelli significativamente più bassi; - è il segnale di una ripresa dei comportamenti opportunistici. Le due variazioni fortemente positive si sono verificate in concomitanza della modifica delle fasce di reperibilità avvenuta nel mese di luglio 2009 (DL n.78/2009, convertito nella legge 102 del 3/9/2009).
Un cambiamento nella normativa che può aver agito sulla probabilità di un uso distorto della malattia. Con il decreto legislativo di attuazione della legge 4 marzo 2009 n. 15 si è costruito un quadro di regole, articolato e flessibile, che consente di proseguire efficacemente nell’azione di contrasto all’assenteismo. L’obiettivo è allineare l’incidenza delle assenze per malattia del settore pubblico a quella del privato. In particolare, le novità annunciate dal Ministro Brunetta riguardano: - l’invio dei certificati medici per via telematica, spedito direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria pubblica all’INPS. L’INPS a sua volta lo invierà, sempre per via telematica, all’amministrazione di appartenenza del lavoratore.
Il sistema telematico di trasmissione partirà subito, anche se è prevista una fase di transizione nel corso della quale potranno essere utilizzate sia la modalità tradizionale sia quella telematica. Sono applicate sanzioni in caso di inosservanza degli obblighi di trasmissione telematica; - l’obbligo, in caso di assenze protratte per più di 10 giorno e dopo il secondo evento, di avere un certificato della struttura sanitaria pubblica o del medico convenzionato con il S.S.N.; - l’attribuzione al Ministero per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione del compito di fissare le fasce orarie di reperibilità. Con decreto verranno introdotte fasce orarie più lunghe di quelle vigenti (8-13 e 15-18) ma verranno contestualmente previste alcune eccezioni rispetto all’obbligo di reperibilità in considerazioni di particolari patologie o situazioni;
- la responsabilizzazione del dirigente nell’applicazione delle disposizioni che contrastano l’assenteismo, con sanzioni disciplinari nel caso di mancata vigilanza (decurtazione della retribuzione di risultato o mancata attribuzione della stessa, sospensione dal servizio con privazione della retribuzione); - l’introduzione di sanzioni disciplinari, amministrative e penali (licenziamento disciplinare, multa e reclusione) per il dipendente nel caso di falsa attestazione della presenza o di certificazione medica falsa; - l’applicazione al medico che attesta il falso di sanzioni disciplinari, penali e amministrative (radiazione dall’albo, licenziamento se dipendente di struttura sanitaria pubblica o decadenza della convenzione con il SSN, reclusione e multa). |