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ATRADIUS COLLECTIONS: PRESENTA IL “GLOBAL COLLECTIONS REVIEW”, LA NUOVA INDAGINE SUL RECUPERO DEI CREDITI COMMERCIALI.

Il settore del recupero crediti mantiene un profilo forte ed efficace. Italia: ritardi di pagamento più lunghi e livelli di crediti in sofferenza più elevati rispetto alla media europea.

 

L’ultima edizione dell’indagine sul recupero dei crediti commerciali “Global Collections Review” promossa da Atradius Collections, tra le società leader nel settore della gestione e del recupero crediti, fa il punto della situazione sullo stato attuale dell’attività di recupero crediti commerciali a livello europeo, intervistando oltre 1.700 imprese in nove paesi europei, tra cui l’Italia. L’indagine, che segue una precedente edizione pubblicata a gennaio 2010, affronta in dettaglio il tema del ricorso ai servizi di recupero crediti da parte delle imprese, con una particolare attenzione ai tempi medi di sofferenza dei crediti, ai criteri adottati dalle imprese per la selezione di un’agenzia esterna per il recupero degli insoluti, nonché ai fattori per i quali le imprese decidono di non esternalizzare le attività di recupero dei crediti.

Tra gli aspetti di maggior interesse l’indagine evidenzia come oltre la metà (53%) delle imprese intervistate in Europa si è rivolta ad agenzie esterne per il recupero dei crediti insoluti, al fine di migliorare i flussi di cassa e aumentare la liquidità. In Italia, la percentuale si è rivelata leggermente superiore alla media europea, attestandosi al 57%. In particolare, tra tutti i Paesi europei oggetto dell’indagine, l’Italia risulta avere delle evidenti criticità all’interno del sistema dei pagamenti sul mercato domestico, avendo i più elevati livelli di crediti commerciali in sofferenza rispetto agli altri Paesi europei, oltre a registrare ritardi di pagamento più lunghi rispetto alla media UE, con un ritardo medio superiore a 60 giorni.

Uno scenario lievemente migliore si registra a carico dei crediti commerciali vantati dalle imprese italiane nei confronti dei clienti esteri, che nel 51% dei casi risultano essere scaduti da meno di 60 giorni. Tra le motivazioni principali per cui le imprese europee decidono di esternalizzare l’attività del recupero degli insoluti ci sono l’efficacia delle società di recupero e la capacità di avere risultati concreti. In particolare, la “percentuale dei casi di successo” è ritenuto il più importante criterio di scelta di una società di recupero crediti. Seguono: “costi del servizio”, “reputazione”, “capacità di non pregiudicare i rapporti d’affari con i debitori” e “conoscenza del mercato locale”. Le imprese intervistate in Italia si sono espresse anche in favore del criterio “esperienza a livello internazionale”, che viene prima di “reputazione” e di “percentuale dei casi di successo”.

Raymond van der Loos, Amministratore Delegato di Atradius Collections, ha commentato: “Per molte imprese recessione e bisogno di liquidità si sono rivelati fattori determinanti nella scelta di utilizzare una società di recupero dei crediti. Ciò è confermato anche dai risultati della nostra prima indagine, pubblicata agli inizi di quest’anno. Questa seconda indagine dimostra chiaramente che tale stato di cose prosegue, ed in conseguenza dei successi ottenuti dalle società di recupero crediti, diventa una costante in alcuni Paesi.” Inoltre: “Questo nuovo studio identifica anche alcune importanti differenze di comportamento, culturali e geografiche, che aiutano a garantire un servizio di qualità a livello locale, all’interno di un mercato globale.

Per noi, tra l’altro, non è mai stato un problema mantenere relazioni positive con i debitori, grazie anche ai regolari sondaggi sulla soddisfazione, che dimostrano che oltre il 90% dei clienti dichiara di riuscire a mantenere relazioni positive”. Tra i motivi per i quali le imprese decidono di non esternalizzare il recupero degli insoluti: la “mancanza di fiducia nel successo dell’agenzia incaricata” si colloca all’ultimo posto nelle opinioni espresse dalle imprese italiane intervistate, mentre il “costo” si colloca al terzo posto, in linea con la media europea.

Ciò indica che il settore del recupero crediti è considerato positivamente anche da parte delle imprese che non ricorrono a tale servizio, e che il fattore “costo” è relativamente secondario, indipendentemente dal fatto che un’impresa decida o meno di avvalersi dei servizi di una società di recupero crediti. L’indagine sul recupero dei crediti commerciali “Global Collections Review” ha interessato 1.758 imprese in 9 Paesi europei: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Svezia. È possibile scaricare la versione integrale dell’indagine sul recupero dei crediti commerciali “Global Collections Review” dal sito Internet www.atradiuscollections.com.


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