Questo terzo studio è il più completo e comprende i dati relativi a due nuovi Paesi, l’Ungheria e la Slovacchia e, per la prima volta, informazioni sui recuperi in proprio.Di tutti i paesi analizzati, l'Italia ha evidenziato alcuni significativi problemi relativamente ai pagamenti, come segnalato dal secondo più alto livello di ritardi nei pagamenti, che vede quasi la metà dei pagamenti internazionali (48%) e nazionali (47%) in ritardo di oltre 60 giorni. Le aziende operanti in Italia presentano inoltre un uso cospicuo delle procedure legali per il recupero crediti, che, con il 40% è una delle percentuali più elevate a livello sia europeo che mondiale. A livello mondiale, più della metà dei casi di recupero affidati a terzi (55%) si concentra sui debiti internazionali, tendenza che si riscontra anche nel caso italiano, dove la percentuale si assesta al 54%.
Raymond van der Loos, Amministratore Delegato di Atradius Collections spiega: "Un'efficace gestione del credito e il miglioramento dei flussi di cassa sono pratiche fondamentali nelle attività globali ed è chiaro che affidare il recupero crediti all'esterno dell'azienda ha un ruolo determinante nell'aiutare le società a recuperare crediti e mantenere la propria solvibilità in un ambiente commerciale ancora difficile". Ha inoltre aggiunto: "Il recupero dei crediti internazionali naturalmente costituisce una parte significativa del nostro lavoro, ma la capacità di fornire una soluzione efficace ed integrata, che i nostri clienti apprezzano, non è la nostra unica qualità apprezzabile, c'è anche il fatto che agiamo come un'estensione della società del cliente, quindi abbiamo sempre ben chiaro che è necessario gestire le relazioni con il debitore con grande attenzione e in modo positivo.
Chiaramente, il tasso di successo e il mantenimento di relazioni positive sono fattori significativi per le aziende, quando devono scegliere una società esterna." Un altro aspetto essenziale della nuova edizione è dato dalle informazioni più recenti relativamente all'andamento delle esternalizzazioni dei recuperi in proprio nei prossimi due anni. In Europa, l'Italia è stato uno dei paesi che ha evidenziato i livelli più elevati di interesse per questo tipo di servizio: più di un terzo delle società italiane interpellate (37%) ha dichiarato che "probabilmente" o "molto probabilmente" avrebbero esternalizzato il recupero dei crediti. La capacità delle agenzie esterne di recupero dei crediti di dare risultati positivi si è dimostrata il fattore decisivo per le aziende quando, alla richiesta di elencare otto criteri di scelta di un'agenzia in ordine di importanza, la "percentuale dei casi di successo" è risultata in cima alla classifica sia mondiale che europea, seguita dal "prezzo".
Per le aziende italiane la "capacità di mantenere relazioni positive con i debitori" e la fornitura di "servizi aggiuntivi" sono risultate di pari importanza. In generale, tanto a livello mondiale quanto a livello europeo, gli atteggiamenti relativi alla selezione delle agenzie di recupero crediti sono risultati sorprendentemente simili, cosa che indica che i requisiti, le aspettative e gli elevati standard richiesti alle agenzie sono fattori che si presentano costantemente, indipendentemente dal tipo, dalla dimensione o dalla localizzazione dell'attività. L'indagine pubblicata sulla "Global Collections Review" ha coinvolto 3.971 società in 22 paesi in Europa e nella regione Asia-Pacifico, oltre che in America del Nord e America Centrale. I Paesi coinvolti nella ricerca sono: Australia, Austria, Belgio, Canada, Cina, repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Hong Kong, Ungheria, Irlanda, Italia, Messico, Polonia, Repubblica Slovacca, Spagna, Svezia, Svizzera, Paesi Bassi e USA. |