L’esercizio 2010 chiude con un utile netto di 1,7 milioni di Euro (rispetto ad una perdita proformata di 1,8 milioni di Euro del 2009), dopo aver assorbito oneri straordinari per 8,7 milioni di Euro anche connessi alla migrazione informatica e alla integrazione nel Gruppo Veneto Banca. Significativo, inoltre, è stato il peso delle imposte che a fronte di un risultato lordo di 7,7 milioni di Euro hanno inciso per un importo complessivo di 6,0 milioni di Euro, con un tax rate del 77,5%. Il margine di interesse è risultato pari a 77,1 milioni di Euro, in diminuzione del 15,89% rispetto ai 91,7 milioni di Euro del 2009. Il margine di intermediazione si è attestato a 129,1 milioni di Euro, in diminuzione del 4,31% rispetto ai 134,9 milioni di Euro del 2009. Per quanto attiene alle masse amministrate, il prodotto bancario lordo al 31 dicembre 2010 risulta pari a € 10,3 miliardi di Euro, in diminuzione del 2,9% rispetto al dato proformato del 2009 pari a 10,6 miliardi di Euro.
In particolare la raccolta complessiva da clientela ha raggiunto una consistenza pari a 6,1 miliardi di Euro, segnando un decremento in termini assoluti di 108 milioni di Euro rispetto ai volumi realizzati nel 2009 ed una contrazione annua dell’1,7%; la raccolta diretta è passata da 4,6 miliardi di Euro a 4,4 miliardi di Euro, registrando un decremento del 4,1%, mentre la raccolta indiretta ha fatto registrare un incremento del 4,9% passando da 1,6 miliardi di Euro a 1,7 miliardi di Euro. Gli impieghi totali hanno registrato una contrazione sul dato di fine 2009, determinando una riduzione degli stock impiegati di 204 milioni di Euro, pari al -4,7%, stabilizzandosi a 4,2 miliardi di Euro rispetto ai 4,4 miliardi di Euro di fine 2009. Le sofferenze, al netto delle rettifiche, si sono attestate a 127 milioni di Euro, denotando un incremento di 21 milioni di Euro rispetto alla chiusura del 2009 pari a 106 milioni di Euro (+20,1%). L’incidenza sui crediti alla clientela è pari al 3,04%.
Al 31 dicembre 2010, gli stock amministrati dal Gruppo Apulia per conto della clientela - rappresentati dalla raccolta diretta, dalla raccolta amministrata e dal risparmio gestito - si sono attestati sull’ordine dei 6,3 miliardi di Euro, rilevando un deflusso annuo pari a 149 milioni di Euro (-2,3%). Lo stock dei finanziamenti che il gruppo Apulia ha concesso alla propria clientela si è attestato a 4,5 miliardi di Euro, evidenziando un decremento di 214 milioni in termini assoluti (-4,6%) rispetto a fine anno precedente. Il margine di interesse è risultato pari a 87,6 milioni di Euro, in diminuzione del 23,6% rispetto al dato proformato di 114,6 milioni di Euro del 2009. Il margine di intermediazione si è attestato pari a 132,3 milioni di Euro, in diminuzione del 12,4% rispetto al dato proformato di 151,0 milioni di Euro del 2009. L’esercizio 2010 chiude con un utile netto di 1,0 milioni di Euro, rispetto ad una perdita proformata di 4,8 milioni di Euro del 2009.
Anche sul risultato consolidato hanno pesato gli oneri straordinari di cui al commento de risultato individuale. Il contesto di mercato entro il quale banc Apulia si troverà ad operare si presenta, anche nel 2011, ancora incerto, caratterizzato dal perdurare delle problematiche imposte dalla lentezza della ripresa dalla crisi economica e finanziaria, i cui impatti sull’operatività sono solo in parte decifrabili. A testimonianza e a supporto dell’evoluzione ricercata nel corso del 2010 bancApulia, in concerto con il Gruppo Veneto Banca, ha predisposto un piano industriale 2011-2013 che prevede l’apertura nel prossimo triennio di 9 nuove dipendenze volte al rafforzamento del presidio nelle province storiche di insediamento e nelle aree limitrofe.
Sotto il profilo economico, la redditività complessiva continuerà a dipendere in misura rilevante dall’attività di intermediazione denaro, la cui redditività è prevista in accelerazione grazie allo sviluppo delle masse intermediate con la clientela e alla prevedibile ripresa dei tassi di mercato. Rimane la fragilità del contesto operativo che si rifletterà ancora negativamente sulla redditività complessiva di bancApulia; a tal fine particolare attenzione verrà posta al presidio del rischio creditizio al fine di ridurre l’impatto delle rettifiche su crediti sui risultati economici dell’Istituto. |