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BARI: COME TI SCIOLGO IL NODO FERROVIARIO

 

di Vincenzo Legrottaglie

Incancellabili rimarranno le immagini del muro di Berlino e del suo abbattimento, così come la costruzione del muro di Gerusalemme per separare israeliani da palestinesi. Nel mondo ci sono altri muri, anche se poco conosciuti, come quello di Cipro che divide in due l’isola e i reticolati di Ceuta e di Melilla, colonie spagnole, in pieno territorio marocchino. Poi c’è Bari con il suo muro mai perfettamente metabolizzato che divide in due la città: i quartieri al di qua e al di là della ferrovia. La ferrovia a Bari venne costruita per motivi strategico-militari in seguito all’annessione del reame delle due Sicilie al regno d’Italia. La ferrovia di per sé è una cosa buona mentre miope è stata nei decenni la costruzione di interi quartieri a ridosso delle strade ferrate. La teoria della città lunga, affacciata sul mare, degli architetti razionalisti del ‘900 rispettava di Bari la linea ferroviaria e il mare come confini fisici.

L’annessione al territorio comunale di Santo Spirito e Torre a Mare, rispettivamente appartenenti a Bitonto e a Noicattaro, ne sono la traduzione sul piano politico-amministrativo. Poi, le cose andarono diversamente e le colate di cemento alzarono un muro tra i quartieri affacciati sul mare e quelli interni. La viabilità ne soffrì e tutti i giorni assistiamo ancora a degli ingorghi spaventosi. Gli urbanisti, gli ingegneri ferroviari e i politici inutilmente hanno cercato una soluzione. Finché, dopo lungo dibattere, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), Ferrotramviaria, Ferrovie Appulo Lucane e Ferrovie del Sud Est, comuni di Bari e di Triggiano, Regione, Anas, Enel e altri sono arrivati nel febbraio 2009 alla conferenza dei servizi istruttoria sul nodo ferroviario del capoluogo regionale per un riassetto del nodo di Bari.

L’accordo è stato necessario per: ealizzare un sistema di trasporto integrato, intermodale e intramodale a elevata frequenza; incrementare la qualità dei servizi di trasporto offerti, con riduzione dei tempi di percorrenza, e aumentare i punti di acceso alla modalità ferroviaria; ridurre, per mezzo di interramenti o abbassamenti di quota delle linee ferroviarie, delle interferenze tra il territorio comunale e le linee ferroviarie stesse; recuperare, riqualificare e valorizzare le aree ferroviarie dismesse e da dismettere; abbattere i livelli di inquinamento atmosferico ed acustico nelle aree della città di Bari. Lo studio è giunto a definire una soluzione comprendente: a nord, l’interramento in galleria superficiale della linea RFI (tratta S. Spirito-Palese) con realizzazione dei binari per l’esercizio provvisorio; a sud, una variante in superficie della linea RFI (tratta Bari S. Giorgio-Bari Centrale) in affiancamento alla circonvallazione. Se ne è parlato in maniera più compiuta venerdì 22 gennaio, alle ore 19, presso l’auditorium della parrocchia di San Sabino, molto vicina alla stazione Bari Parco Sud. Erano presenti: Antonio Bozzo, presidente commissione lavori pubblici e viabilità VII circoscrizione Madonnella, Pietro Petruzzelli, componente commissione viabilità del Comune di Bari, Mario Loizzo, assessore regionale ai trasporti, Michele Giannattasio, responsabile direttrice adriatica della direzione investimenti di Bari di Rfi, più altri tecnici della stessa società. La meritoria iniziativa è stata presa dall’associazione culturale “hinterland” di Bari. Dall’incontro è emerso che l’intervento costerà circa 800 milioni di euro per liberare dall’inquinamento atmosferico ed acustico 30 mila residenti lungo la linea ferroviaria. Sette saranno i passaggi a livello soppressi, quattro le nuove stazioni costruite, 5,6 i chilometri interrati, oltre 2 quelli nuovi che correranno paralleli alla tangenziale, modificato in parte anche il percorso di quest’ultima, smantellati i binari da Torre a Mare alla radice sud di Bari Centrale, raccordato con i treni il nuovo interporto, previsti i parcheggi d’interscambio per i pendolari.

Ha concluso i lavori l’on. Dario Ginefra, componente della commissione trasporti della Camera dei Deputati sostenendo che “Finalmente la città di Bari sarà liberata completamente dai binari e potrà ripensare sino in fondo il proprio sviluppo. Viene così premiato il coraggio e un proficuo rapporto di collaborazione tra istituzioni che puntano ad un duplice risultato: fare di Bari una moderna capitale dell’area euromediterranea e affrontare la crisi economico-finanziaria con un investimento che sicuramente contribuirà a dare vigore all’occupazione e all’economia di un Sud fino in fondo protagonista del proprio futuro”. Intanto, al di là dei buoni propositi, di sicuro ai cittadini rimane il nuovo binario tra le stazioni di Bari Sant’Andrea (linea Bari – Taranto) e Bari Parco Nord (linea Bari – Foggia) già attivato domenica 31 maggio 2009 a potenziamento del nodo ferroviario di Bari. La nuova bretella - lunga circa 4 km e realizzata da Rete Ferroviaria Italiana interamente in trincea - è dedicata al traffico pendolare e corre ai margini della zona industriale. Inoltre, ha permesso di eliminare il passaggio a livello di via Capruzzi all’altezza del Conservatorio musicale. L’intervento ha consentito ai baresi di presagire come sarebbe più vivibile e urbanisticamente più attraente la città senza il muro divisorio della ferrovia.


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