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BARI , L’INDUSTRIA ALIMENTARE PUNTA SULL’ALTA QUALITÀ’ ACCESSIBILE

Su 15mila attività censite nella provincia, un quarto sono state controllate dalla ASL e solo l’8% sono state sanzionate.

 

L’industria agroalimentare di Bari e Bat si distingue per l’alta qualità media dei suoi prodotti e per la loro accessibilità. Una conferma viene dai controlli effettuati dalla ASL. Su 15mila attività di trasformazione alimentare censite in provincia di Bari, infatti, un quarto (di quelle ad altro rischio) ha subito i controlli della ASL di Bari e solo l’8% di queste ha subito sanzioni. “Questo è per noi industriali un buon risultato, che conferma come il settore agroalimentare di Bari e della Bat punti sulla qualità dei prodotti per competere – dichiara Francesco Divella, Presidente della Sezione Agroalimentare di Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani nel corso del seminario “Imprese, ASL e Carabinieri NAS: dialogo per la prevenzione nella sicurezza alimentare", che si è tenuto ieri nella sede di Confindustria Bari e Bat.

Al seminario, che ha creato una rara occasione di confronto tra produttori e organismi di controllo, sono intervenuti, oltre a Francesco Divella, Domenico Lagravinese, Direttore Dipartimento di Prevenzione – ASL di Bari; Antonio Citarella, Comandante Carabinieri NAS di Bari. L’incontro rappresenta l’inzio di un più ampio progetto di valorizzazione del settore promosso dalla Confindustria di Bari e Bat. “Il controllo delle materie prime è un presupposto essenziale per una produzione di qualità. – ha aggiunto Divella – Noi industriali siamo i primi a selezionare le materie prime in base alla loro qualità. Ben vengano dunque i controlli che premiano le aziende più competitive ed escludono dal mercato quelle che ricorrono ad una concorrenza sleale. Una migliore intesa fra enti preposti al controllo e gli operatori economici, attraverso il dialogo e la formazione reciproca, può favorire un innalzamento competitivo del nostro settore, che già ha un livello qualitativo molto alto nel nostro territorio”.

L’industria agroalimentare pugliese, oltre ad avere una buona qualità media dei prodotti, ha anche un peso importante nella formazione della ricchezza dell’intera regione e in alcuni comparti raggiunge posizioni di leadership nazionali. E’ il caso ad esempio della lavorazione del grano duro, in cui l’industria della provincia di Bari è prima in Italia. Uno dei punti di forza del settore è quello di saper rendere “accessibili” prodotti di alta qualità ad un vasto numero di consumatori. La ricetta utilizzata per raggiungere questo risultato è l’impiego di continue dosi di innovazione nei tradizionali processi di produzione e un’attenta selezione delle materie prime. Una criticità è invece il rapporto con la Grande Distribuzione e il fatto che spesso la rilevanza economica e le potenzialità dell’industria agroalimentare del nostro territorio siano poco note.

Dalle ultime statistiche disponibili della Banca d’Italia, risulta che le industrie alimentari pugliesi hanno raggiunto la produzione di un miliardo di euro di Valore Aggiunto, che ormai rappresenta il 15,2% della ricchezza creata da tutti i comparti industriali della regione. Le esportazioni di alimenti e bevande sono in continuo aumento e hanno raggiunto nel 2010, per la sola provincia di Bari, quota 224 milioni di Euro. In questo quadro, oltre ai tradizionali settori di vino ed olio, la Provincia di Bari gioca un ruolo di primo piano nell’industria molitoria e nella produzione di pasta essendo leader nazionale nella lavorazione del grano duro, con ben il 20% del totale nazionale, mentre la Puglia si attesta al terzo posto in Italia per la produzione di pasta. Ruoli significativi sono anche ricoperti dall’industria lattiero casearia, della torrefazione del caffè e dalla lavorazione delle carni.


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