L’allarme per il batterio E.Coli sta devastando l’ortofrutta italiana. Sull’onda della psicosi i consumi di frutta, verdure e ortaggi ha subito, nel nostro Paese, un calo del 20 per cento, con punte anche del 70 per cento per quanto riguarda i cetrioli, i primi prodotti ingiustamente incriminati come causa delle intossicazioni registrate in Germania. E così i danni per i produttori ma anche per l’intera filiera stanno assumendo dimensioni drammatiche: oltre 150 milioni di euro. Le misure che la Commissione Ue ha annunciato per fronteggiare l’emergenza appaiono totalmente insufficienti. Per dare risposte adeguate agli agricoltori colpiti occorro interventi realmente concreti. L’Ue deve tamponare urgentemente una situazione gravissima per l’intero settore ortofrutticolo europeo. Bisogna risarcire le imprese e ritirare dal mercato tutti i prodotti rimasti invenduti.
Gli indennizzi devono essere totali e non parziali, altrimenti c’è il rischio che molti produttori escano dal mercato. E’ poi urgente che l’unione europea faccia al più presto la massima chiarezza sulla vicenda e che la Germania si assuma in modo preciso le sue responsabilità. Non è possibile che a più di due settimane dal verificarsi delle prime intossicazioni non si conosca ancora con precisione la causa del batterio. Un’altalena di ipotesi (dai cetrioli ai germogli di soia) che ha avuto come unica conseguenza un allarmismo generalizzato tra i consumatori Ue e, di riflesso, una netta flessione negli acquisti di prodotti ortofrutticoli. Se la vicenda continuerà ad essere molto confusa, c’è il fondato pericolo di mettere in ginocchio un settore, quello dell’ortofrutta, che proprio in questo periodo tocca i maggiori indici di produzione.
Occorre, dunque, operare in fretta e per questo motivo la Cia sollecita il governo ad attivarsi con il massimo impegno in sede Ue per misure realmente efficaci e, eventualmente, ottenere l’autorizzazione per aiuti nazionali. Inoltre, è sbagliato lo stop tedesco generalizzato al consumo di verdure fresche perché ormai è chiaro dalla diffusione dell’epidemia che il problema si è verificato in Germania e non riguarda le produzioni degli altri Paesi che peraltro sono identificabili dall’obbligo di indicare in etichetta la provenienza.
E’ quanto si afferma in riferimento al consiglio del governo tedesco a non consumare pomodori e insalata che colpisce in modo indiscriminato e ingiusto anche la produzione Made in Italy che è del tutto sicura. Un doppio danno per i consumatori tedeschi che sono costretti a rinunciare a prodotti sicuri che fanno bene alla dieta e alla salute. |