L’unione europea deve intervenire subito in maniera concreta a sostegno degli agricoltori pesantemente colpiti dall’emergenza del batterio E.Coli. La poca chiarezza che ha contraddistinto fin dall’inizio tutta la vicenda, le misure adottate da alcuni paesi terzi (come la Russia, che ha bloccato l’import di ortofrutta europea), l’inevitabile psicosi che si è scatenata tra i consumatori hanno provocato danni ingenti. Solo nel nostro Paese gli effetti sono stati disastrosi. Tra lo stop dell’export, l’annullamento di molti contratti, il fermo di prodotti alle dogane, la distruzione di tutto l’invenduto e il crollo dei consumi, si calcolano, al momento, perdite per oltre 50 milioni di euro. E’ quanto si sollecita alla vigilia di importanti riunioni a livello comunitario: il Consiglio agricolo straordinario e il Comitato di gestione ortofrutta che si terranno domani a Bruxelles e a Lussemburgo. Incontri che sono stati preceduti oggi dal Consiglio dei ministri della Salute e da un Comitato speciale agricolo della Commissione esecutiva.
La scarsa informazione, le notizie contraddittorie che si sono rincorse sui media di tutta Europa e gli allarmismi che si sono generati hanno avuto conseguenze disastrose per le imprese ortofrutticole. Sono finiti nel mirino, indistintamente, tutti i tipi di verdure, ortaggi e frutta. I nostri produttori si sono trovati di fronte ad una drammatica emergenza, di cui non hanno alcuna colpa. Ecco perché è indispensabile che venga sgombrato al più presto qualsiasi dubbio, ridando certezze sia ai consumatori che agli agricoltori.
Oltre a tempestivi ed adeguati indennizzi, la Cia chiede, quindi, che venga definita con estrema chiarezza la causa (sempre più probabile i germogli di soia prodotti in un’azienda in Germania) del “batterio killer”, che vengano adottate misure correttive per evitare che in futuro si ripetano drammatiche situazioni del genere, che venga assicurato il ritiro dal mercato del prodotto incriminato, che sia fatta una chiara tracciabilità di tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla distribuzione. Potrebbe sfiorare i cento milioni di euro il conto finale delle perdite subite dal Made in Italy alimentare a seguito del crollo delle esportazioni e del calo dei consumi sul mercato nazionale i cui effetti sono destinati purtroppo a continuare anche nei prossimi giorni.
Questo il bilancio dei danni economici in occasione del Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura dell'Ue che si terrà martedì 7 giugno in Lussemburgo per affrontare le gravissime conseguenze per i produttori europei della contaminazione del batterio killer. Le conseguenze più gravi si sono avute per i cetrioli con crolli anche del 90 per cento, ma un effetto traino negativo ingiustificato si è avuto per l’intera produzione nazionale di verdure sui mercati interno ed estero. Il 43 per cento degli italiani, di fronte ad una emergenza alimentare, evita gli alimenti di cui ha sentito parlare per un certo periodo di tempo mentre il 13 per cento lo esclude definitivamente dalla dieta con solo il 30 per cento che si preoccupa ma non cambia acquisti e il 12 per cento che ignora l’informazione, secondo i dati Eurobarometro.
“L’Italia deve chiedere immediati risarcimenti alle competenti autorità europee per i danni economici subiti ingiustamente dai produttori di frutta e verdura nazionali per il crollo dei consumi provocati dalla diffusione di notizie, poi risultate infondate”, ha affermato il presidente della Coldiretti-Marini. In occasione del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura in Lussemburgo, per sostenere le richieste italiane, la Coldiretti ha organizzato per martedì 7 giugno, dalle ore 10,30 a Fondi (Latina) davanti all’ingresso del Mof, il più grande centro ortofrutticolo italiano, una manifestazione “antipanico” a sostegno della qualità e della sicurezza alimentare Made in Italy. Anche i giovani agricoltori della Lombardia scendono in campo con una iniziativa antipanico a Milano il 7 giugno alle ore 10,30 presso il Palazzo giureconsulti dove nell’ambito della manifestazione “Oscar green” verrà preparata una insalata tricolore.
L’Italia è il principale produttore di frutta e verdura dell’unione Europea con un valore complessivo delle esportazioni che ha raggiunto nel 2010 l'importo di 4,1 miliardi di euro messi ora a rischio dai ritardi accumulati nell’affrontare l’emergenza. L’incertezza sta avendo effetti devastanti sui mercati con il danno ai produttori agricoli che è l’unico elemento certo di una emergenza gestita con troppa leggerezza. |