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BNL: UN RISPARMIATORE CONSAPEVOLE, RAPPORTO 2009

Un risparmiatore consapevole” è il protagonista del Rapporto 2009 presentato oggi a Roma, presso la Direzione Generale di BNL-Gruppo BNP Paribas. All’incontro sono intervenuti il Presidente Luigi Abete e l’Amministratore Delegato Fabio Gallia.

 

Roma. “ I risultati dell’Indagine - che BNL realizza in collaborazione con il Centro Einaudi dal 1982 - sono stati illustrati dal Professor Andrea Beltratti dell’Università Bocconi, curatore della ricerca, e dal Professor Mario Valletta dell’Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro”. Il Rapporto si basa su interviste ad un campione di oltre 800 famiglie italiane in possesso di un conto corrente, effettuate dall’Istituto Doxa nel mese di settembre, “in un contesto macro-economico meno turbato di quello di inizio anno”. Il risparmiatore risulta consapevole della crisi, dei suoi aspetti economici come di quelli finanziari. Ha attraversato la recessione tenendo i nervi saldi e, quando possibile, tornando a risparmiare.

Nel 2009 la percentuale degli intervistati che hanno risparmiato nell’anno sale, infatti, al 47%, rispetto al minimo storico del 31% del 2008: la crisi ha contribuito al mutamento di comportamenti e scelte, consolidando il movente precauzionale del risparmio. Il 76% degli intervistati ritiene che “nel periodo da luglio 2007 a marzo 2009, la crisi sia stata tanto finanziaria quanto dell’economia reale”. Le famiglie - secondo il Rapporto - sono consapevoli che l’uscita dalla crisi non potrà essere breve e, quindi, cercano di risparmiare. Per circa il 70% del campione, il risparmio è giudicato “indispensabile” o “molto utile”, ma solo il 24% “mette risorse da parte” per obiettivi specifici; negli anni ‘80 era il 60%. Si assiste, quindi, ad un consolidato trend di riduzione della quota di quanti risparmiano come conseguenza di una precisa scelta.

Gli elementi che spiegano “l’aumento nel risparmio da parte di chi ha la possibilità di risparmiare” sono la riduzione del tasso di interesse e del costo dei mutui a tasso variabile e la preoccupazione per il futuro. Proprio a tale proposito, scende al 40% (era 48 nel 2008) la quota degli “ottimisti” sul reddito atteso al momento della pensione, mentre sale a circa il 57% (dal 44) la percentuale di quanti ritengono di avere oggi un reddito “più che sufficiente” o “sufficiente”. Il Rapporto 2009 sottolinea come la fase acuta della crisi sia stata superata, ma che si assista ad una sorta di “bradisismo della lungimiranza”, per il quale il risparmiatore percepisce più brevi e più incerti gli orizzonti temporali. Il 63% del campione vede, in una prospettiva a 5 anni, “un periodo di abbassamento del te nore di vita e di crescita debole”.

La preoccupazione per il futuro porta ad una riduzione della propensione al rischio nelle scelte di investimento: il 45% “non è favorevole a correre rischi”; il 56% individua nella sicurezza di non perdere il capitale il primo obiettivo del risparmiatore. Si tratta del livello finora più alto. Meno di un italiano su dieci, inoltre, attribuisce al rendimento, da cogliere nel medio-lungo termine, un punto di forza nell’investimento del risparmio. I risparmiatori scelgono titoli a reddito fisso, prodotti a basso contenuto azionario e, soprattutto, prediligono gli immobili: dal 1983 ad oggi, si registra un forte aumento di proprietari di abitazioni, dal 60% fino ad un massimo di 80% di italiani.

L’Indagine analizza, inoltre, la fiducia dei risparmiatori verso le banche e la loro capacità di proteggere i risparmi, ma anche il grado di soddisfazione verso gli istituti bancari, scelti dal 90,6% come intermediari di riferimento. Per il 66% del campione la relazione con le banche non ha risentito della crisi finanziaria, “si nutre un grado di fiducia non inferiore a quello di due anni fa”. Le banche, per il 45% degli intervistati, restano, inoltre, la principale fonte di informazione, seguite da “amici e parenti”, “media” e “promotori finanziari”. Il 74,2% degli intervistati si dichiara complessivamente soddisfatto del rapporto con la “banca di famiglia”: un valore molto elevato, anche se va ricordato che, due anni fa, tale percentuale era pari al 78,3.

E’ utile altresì evidenziare - per comprendere quanta rilevanza il risparmiatore attribuisca al confronto tra banche e alla possibilità di cambiare operatore - che oltre il 66% ha valutato diverse offerte prima di sottoscrivere un mutuo. Per circa il 25%, infine, l’intermediario di riferimento non è lo stesso di due anni fa. Il 68,7% delle famiglie, che si rivolgono abitualmente ad una banca, non ha, comunque, evidenziato comportamenti diversi da parte degli operatori a causa della crisi. Le banche hanno continuato ad essere vicine alle famiglie: oltre il 75% di chi è ricorso a prestiti negli ultimi 12 mesi (17,5%) dichiara di aver trovato gli operatori complessivamente “disponibili”. Da quest’anno, BNL dedica al Rapporto il vortal Internet rapportorisparmio.bnl.it: un portale per scaricare l’edizione 2009, navi gare tra informazioni e video, ripercorrere la storia quasi trentennale dell’Indagine.


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