L’amministratore cadorino ha chiesto aiuto a Bond perché si faccia portavoce nelle sedi opportune delle proteste nate attorno al riparto del Fondo nazionale della montagna, che ha visto il Veneto aggiudicarsi solo il 2,66 per cento delle risorse statali. “Si parla di poche centinaia di euro per comune”, denuncia De Carlo. “E’ semplicemente una bestemmia”, dice Bond, mentre De Carlo parla di una “misura mortificante” soprattutto per chi quotidianamente deve fare i conti con le mille difficoltà del vivere in montagna. Per il capogruppo del Pdl serve un’azione di forza: “Dobbiamo introdurre un emendamento nel decreto milleproroghe che riesca a fare giustizia”, afferma Bond, che allo stesso tempo detta anche una prima linea.
“La misura dovrà tenere in considerazione l’indice di spopolamento e quello di invecchiamento, ma anche la distanza dei luoghi e le strade da percorrere”. “Confido nella grande opera di mediazione di Zaia e dei parlamentari della montagna veneta, in particolare dei bellunesi. E questo, indipendentemente dal colore politico”, l’appello di Bond. “In questi riparti”, aggiunge De Carlo, “bisogna tenere in considerazione le attività svolte dagli enti e non il numero degli abitanti, ma soprattutto deve passare il messaggio che i lavori che si fanno in montagna fanno bene anche alla pianura. La problematica del dissesto idrogeologico è emblematica e riguarda tutti”. |