GazzettaEconomica
Iscriviti alla newsletter
Visualizza in formato pdf  Visualizza in formato pdf

BORSE IN PICCHIATA, PARIGI MAGLIA NERA

Il tesoro rivede al ribasso le stime sul Pil. Piazza Affari chiuse in picchiata con - 4,52%. Volano spread e Cds italiani. Nemmeno l'oro si sta salvando dalla corsa al disinvestimento. A New York un'oncia del metallo prezioso viene scambiato a 1,729 dollari. I future sul greggio con scadenza a novembre hanno aperto a 81,47 dollari al barile per poi scivolare sotto gli 80 dollari.

 

L’allarme della Fed trascina in rosso i principali listini del Vecchio Continente. Sotto pressione soprattutto le banche, dopo che Standard & Poor’s e Moody’s hanno declassato rispettivamente sette banche italiane e tre istituti Usa. Moody’s ha tagliato il giudizio sul debito di Bank of America, Wells Fargo e Citigroup. Dopo il downgrade del rating sovrano dell’Italia, S&P ha abbassato i giudizi da ‘A+’ ad ‘A’ di Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Findomestic Banca e delle controllate di Intesa Sanpaolo Banca Imi, Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo e Cassa di Risparmio in Bologna. Ancora tensione sui titoli italiani che scendono sotto quota 400 punti dopo che lo spread tra i btp decennali e il bund tedesco stamane è salito fino a quota 413,43 punti. Male Piazza Affari, ma gli altri listini fanno peggio dopo la chiusura in rosso di Wall Street (Dj -2,49%), di Tokyo (-2,07%), delle piazze cinesi (Shanghai -2,78%) e di Hong Kong (-4,85%). In Europa è Parigi a registrare la performance peggiore (-4,68%), seguita da Madrid (-4,46%), Londra (-4,27%) e Francoforte (-4,08%). Dopo una partenza compatta in territorio negativo, gli indici hanno accelerato con il calo, oltre le attese, dell’indice manifatturiero Pmi per la zona euro, che scende a 48,4 punti a settembre, contro i 49 di agosto. Pochi minuti dopo le 14 l’indice Ftse Mib perde il 3,60% a 13.611 punti. Segue un peggioramento in attesa dell’avvio di Wall Street: Parigi -5,19%, a Madrid Ibex -5,22%, a Londra Ftse -4,89%, a Bruxelles Bel 20 -4,87%, a Francoforte Dax -4,33%, a Lisbona Psi 20 -4,18%, a Milano Ftse Mib -3,79%, a Zurigo Smi -3,50%. Poi Wall Street apre ed è in netto calo, con il Dow prima a 11.017 punti (-0,96%) e poi a 10.869 punti (-2,30%) poco dopo l’avvio. Il Tesoro ha rivisto al ribasso le stime sul Pil italiano. Nella nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (Def), approvata questa mattina dal Consiglio dei ministri, si legge infatti che nel 2011 la crescita si attesterà allo 0,7%, scendendo nel 2012 allo 0,6%. Nel 2013 invece tornerà a crescere allo 0,9% e nel 2014 arriverà all’1,2%. Rispetto al documento presentato ad aprile ”si ipotizza una minore crescita cumulata sull’orizzonte previsto, pari a circa due punti percentuali”. Fuori dall’Italia, nell’economia internazionale, si osserva, ”si manifestano purtroppo analoghi andamenti negativi”. Negli ultimi mesi ”la ripresa internazionale ha perso progressivamente slancio”, si aggiunge. In controtendenza con rispetto all’area euro, si ricorda, l’economia italiana ha registrato una ”lieve accelerazione della crescita del pil” ma per il secondo semestre ”gli indicatori congiunturali più recenti suggeriscono una sostanziale stagnazione”. Quanto al deficit/pil, nel 2011 sarà del 3,9%, mentre nel 2013 si arriverà al close to balance con lo 0,1%. E’ quanto prevede inoltre la nota di aggiornamento al Def. Le manovre approvate questa estate sono sufficienti a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, ha sostenuto ieri in una nota il Tesoro e lo conferma oggi. ”Tenuto conto delle previsione macroeconomiche aggiornate, la manovra complessiva varata dal governo è comunque coerente con il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013”, si legge nel documento. Una manovra di risanamento, come quella varata, ”se da un lato era necessaria per le ragioni esposte qui sopra, dall’altro lato può produrre effetti non positivi sul livello di attività economica nel breve periodo attraverso gli usuali canali di trasmissione agli aggregati della spesa privata, in parte controbilanciati da effetti positivi sulla crescita che si faranno via via sempre più consistenti con i passare del tempo”. La pressione fiscale quest’anno si attesta al 42,7%. Per il prossimo anno la pressione fiscale salirà al 43,8% e nel 2013 arriverà al 43,9% per poi scendere leggermente l’anno successivo, al 43,7%. Le precedenti stime fissavano la pressione fiscale al 42,5% nel 2011, al 42,7% nel 2012, al 42,6% nel 2013 e al 42,5% nel 2014. Il governo in ogni caso “è impegnato nella riforma del sistema fiscale e assistenziale da realizzarsi entro il 2012″. E’ “prevista una clausola di salvaguardia che prevede, in caso di mancata riforma, la riduzione dei vigenti regimi di favore fiscali e assistenziali per un importo pari a 20 miliardi dal 2014″. Nel 2012, secondo la nota, l’indebitamento netto arriverà all’1,6%, mentre nel 2014 si arriverà a un avanzo dello 0,2%. Le precedenti previsioni contenute stimavano un deficit per quest’anno al 3,9%, che sarebbe sceso al 2,7% nel 2012 e 2013 e sarebbe arrivato al 2,6% nel 2014. I dati erano però già stati parzialmente aggiornati dal ministro dell’economia Giulio Tremonti in seguito alle manovre di luglio e agosto. Anche il debito pubblico italiano è stato rivisto al rialzo: nel 2011 sarà al 120,6% del pil (incrementatate dello 0,6% le ultime stime). Il prossimo anno il debito raggiungerà il 119,5% mentre per il 2013 è fissato al 116,4% e l’anno successivo al 112,6%. Le precedenti previsioni fissavano il debito al 120% nel 2011, al 119,4% nel 2012, al 116,9% nel 2013 e al 112,8% nel 2014. L’avanzo primario viene confermato allo 0,9% per quest’anno, mentre per gli anni successivi è stimato al 3,7% nel 2012, al 5,4% nel 2013 e al 5,7% nel 2014. Le precedenti previsioni fissavano il saldo primario allo 0,9% per quest’anno ma negli anni successivi il dato era sensibilimente inferiore: 2,4% nel 2012, 3,9% nel 2013 e 5,2% nel 2014. L’indebitamento netto strutturale è fissato al 2,8% per quest’anno mentre nei due anni successivi scenderebbe allo 0,6% e nel 2014 arriverbbe allo 0,5%. La variazione strutturale è fissata allo 0,5% quest’anno, al 2,3% nel 2012, all’1,2% nel 2013 ed è previsto un avanzo dello 0,1%. La correzione netta è pari allo 0,2% quest’anno e salirà all’1,7% nel 2012, al 3,3% nel 2013, al 35% nel 2014.


16/05/2012   BRUXELLES: ROMANAZZI (UILM), NATA LA INDUSTRIAL EUROPEAN TRADE UNION

24/04/2012   BANCHE: CONFCONSUMATORI, VIA ALLE PRIME TRANCHES RIMBORSI LEHMAN BROTHERS

23/04/2012   CONFCOMMERCIO: OSSERVATORIO I TRIMESTRE 2012, SEMPRE PIU’ IMPRESE NON OTTENGONO CREDITO

10/04/2012   MADE IN ITALY: SACE-FEDERPROGETTI, ACCORDO PER INGEGNERIA E IMPIANTISTICA

05/04/2012   CREDIT CRUNCH: NICASTRO (UNICREDIT), PENALIZZATI DA CRISI DEI BTP, OTTIMISMO PER 2° TRIMESTRE

02/04/2012   FIAT: APPROVATA CONVERSIONE AZIONI PRIVILEGIATE IN ORDINARIE

15/03/2012   BANCHE: CODACONS, GOVERNO E PARLAMENTO PRONTI A 'CALARE BRAGHE'

09/03/2012   EXPRIVIA: LA SOLUZIONE CREDIT ON WEB PER LA BANCA ITALO ROMENA

ALIMENTARE: LE ECCELLENZE MADE IN ITALY VANNO DIFESE E VALORIZZATE COME BENI CULTURALI
SUI VOUCHER IN AGRICOLTURA ? INDISPENSABILE UNA SOLUZIONE CONDIVISA
AGRICOLTURA: COLDIRETTI, 10MILA GIOVANI AZIENDE IN 2012
AGUZZA INGEGNO: DALLE BANANE ITALIANE AD AGRIDETERSIVO
LE GIOVANI IMPRESE CRESCONO IL TRIPLO CON META? CREDITO
LA CLASSE DIRIGENTE ITALIANA HA 59 ANNI
IL PESCO BIOLOGICO FA SPETTACOLO
DE CASTRO: QUOTE LATTE ADDIO, SULLA PAC DIFFICILE CHIUDERE ENTRO L?ESTATE 2013