Roma - Sono tanti i call center che minacciano di spostare la propria attività all'estero, verso paesi dove il costo del lavoro è più basso e le tutele sindacali un miraggio. Se tanti minacciano, ci sono però molti che lo hanno già fatto. Alcuni call center di Telecom rispondono dalla Romania, Albania e Tunisia. Alcuni servizi di Sky rispondono già dall’Albania. “Non si tratta mai di una procedura diretta, ma attraverso un gioco di appalti e sub-appalti le commesse viaggiano fino ad oltrepassare i confini nazionali” ci rivela una sindacalista interna a Telecom. Spostare i call center all’estero, vuol dire anche spostare le banche dati .
Un paio di anni fa, il Garante della Privacy aveva modificato la disciplina del trattamento dei dati, introducendo delle garanzie ulteriori in merito alla sicurezza. Su molti moduli che oggi i clienti firmano, vi è anche la voce sul trattamento dei propri dati all’estero, ma è chiaro che poi i lavoratori all’estero non conoscono le normative italiane sui trattamenti. Considerando che in alcuni casi si tratta di dati sensibili che riguardano carte di credito o dati bancari la faccenda della privacy non è più un semplice esercizio di stile, ma una necessità cogente. |