Nel trarre un bilancio del carnevale 2012, si sottolineano gli effetti negativi del maltempo e della crisi sulla festa più pazza dell’anno durante la quale sono stati comunque consumati ben 15 milioni di chili di dolci tipici. Berlingozzi e Cenci in Toscana, Cicerchiata in Abruzzo, Brugnolus e Orillettas in Sardegna, Galani in Veneto, Sfrappole in Emilia Romagna, Bugie in Liguria, Chiacchiere in Basilicata, Struffoli e Sanguinaccio in Campania, Crostoli in Friuli, Frappe e Castagnole nel Lazio, Pignolata in bianco e nero in Sicilia e Grostoi in Trentino, sono solo alcune delle specialità gastronomiche regionali che gli italiani riscoprono nel giorno di carnevale. Nella maggioranza dei casi i dolci tipici della tradizione preparati nei forni, negli agriturismi di Terranostra, nei mercati degli agricoltori di “Campagna Amica” sono ottenuti da ingredienti semplici come farina, zucchero, burro, miele e uova. Anche per effetto di una partenza difficile a causa del maltempo i dolci di Carnevale registrano prezzi sostanzialmente stabili o in leggero aumento rispetto allo scorso anno con valori variabili dai 15 ai 20 euro al chilo. Resta il fatto che in molti approfittano del forte risparmio che è possibile realizzare con la preparazione casalinga anche mettendo a frutto la propria creatività personale negli ingredienti o nella forme dei dolci. La festa prende le mosse dalla tradizione della campagna, dove segnava il passaggio tra la stagione invernale e quella primaverile e l'inizio della semina nei campi che doveva essere festeggiata con dovizia. I banchetti carnevaleschi sono molto ricchi di portate perché, una volta in questo periodo si usava consumare tutti i prodotti della terra, non conservabili, in vista del digiuno quaresimale. Si riporta una mappa dei dolci tipici di carnevale per regione. ABRUZZO: cicerchiata, gnocchetti grandi come ceci, fritti, guarniti con zucchero caramellato e miele e decorati con i canditi e confettini; BASILICATA: chiacchiere, nastri di pasta dolce fritti e spolverati di zucchero a velo torta da sanguinaccio, taralli al naspro, zucchero caramellato; CALABRIA: pignolata, piccole sfere di pasta dolce, fritte in olio di oliva e unite tra di loro dal miele e chiacchiere; CAMPANIA: struffoli, bastoncini con zucchero, miele e frutta candita, fritti e con confettini colorati, zeppole e sanguinaccio, crostata con sangue di maiale e cioccolato; EMILIA ROMAGNA: sfrappole e lasagnette, tagliatelle dolci fritte bagnate con succo di arancia e cosparse di zucchero a velo; FRIULI VENEZIA GIULIA: crostoli, le frittelle e - segnala la Coldiretti - le castagnole; LAZIO: frappe fritte o al forno e castagnole gustose e morbide palline di pasta fritta riempite di ricotta o crema pasticciera; LIGURIA: bugie nastri di pasta dolce fritti e spolverati di zucchero a velo; LOMBARDIA: tortelli, dolci fritti cosparsi di zucchero e cannella o farciti con crema o con uvetta; MARCHE: scroccafusi, palline di pasta con cannella e scorza di limone prima lessate in acqua bollente e poi fritte. spolverati di zucchero e bagnati con alchermes; MOLISE: scorpelle, dolcetti ricoperti di miele e Struffoli; PIEMONTE: bugie, rombi o nastri fritti; PUGLIA: chiacchiere e frittelle; SARDEGNA: brugnolus, a base di farina, uova e purea di patate, fritti e avvolti nello zucchero e orillettas, listarelle di pasta intrecciate, fritte e ricoperte di miele; SICILIA: pignolata dolce metà bianco e metà nero composto da pezzettini di pasta fritti e ricoperti da glassa al limone o cioccolata e ravioli fritti con crema o ricotta; TOSCANA: berlingozzi, ciambelle e cenci, nastri di sfoglia fritti; TRENTINO A.A.: grostoi, nastri di pasta dolce fritti e spolverati di zucchero a velo: UMBRIA: frappe e struffoli, bastoncini con zucchero, miele, frutta candita fritti e guarniti con confettini colorati; VALLE D'AOSTA: bugie, tortelli con uva sultanina ammorbidita nel rum e ricoperti di zucchero e - continua la Coldiretti - panzerotti alla marmellata; VENETO: galani, strisce quadrate o rettangolari fritte, frittelle e castagnole bocconcini fritti. |