Venezia 26 ago. 2010 - “La chiusura di Gatorade a Silea e il silenzio dell’azienda hanno dell’incredibile. Quasi 150 lavoratori a casa e nessuno fornisce spiegazioni, lasciando intendere che lo spostamento della produzione a Scorzè preluda in realtà ad una prossima delocalizzazione oltreconfine di uno stabilimento peraltro in salute. A questo punto ci rimane una sola scelta: boicottare quei prodotti come estrema provocazione di fronte all’umiliazione di decine di operai e delle loro famiglie”. Lo dichiara, in una nota, il consigliere regionale della Lega Nord Luca Baggio, presidente della commissione Attività Produttive a palazzo Ferro Fini, commentando la scelta di PepsiCo di chiudere definitivamente lo stabilimento di Silea senza fornire ulteriori spiegazioni ai 150 dipendenti che da fine anno saranno messi in mobilità.
“Settimane fa da più parti era stata data disponibilità piena a trattare per una soluzione del caso – dichiara Baggio -, soprattutto perché Gatorade a Silea era un’azienda in piena produttività. Ma da PepsiCo nessun segnale, fino all’annuncio di ieri. Ciò che rende perplessi è appunto che si cessi la produzione in una fabbrica in salute, mentre ne chiudono decine per la crisi e i loro proprietari decidono comunque di trattare con le istituzioni a tutela dei lavoratori”. “Di fronte alla certezza della disoccupazione per i 150 operai di Silea - prosegue Luca Baggio - resta l’incognita del trasferimento della produzione. Non vorrei che dopo un periodo di terziarizzazione della produzione a Scorzè, PepsiCo decidesse di delocalizzare oltre i confini nazionali.
In questo caso ricordo all’azienda che esiste un progetto di legge in Consiglio regionale che taglia i contributi pubblici a chi sposta le fabbriche all’estero, proprio a tutela dei nostri lavoratori”. Infine Baggio lancia una proposta/provocazione: “Ci confrontiamo volentieri con aziende in crisi, ma Gatorade è una fabbrica sana: perciò la decisione di PepsiCo è ancora più triste. Siamo comunque a disposizione se decidessero di trattare per risolvere la vertenza, ma invito i trevigiani e chi avesse a cuore la sorte di questi 150 operai ad attivarsi subito per boicottare i prodotti di PepsiCo come segnale pacifico, ma deciso, di protesta contro una decisione assurda e penalizzante per decine di famiglie”. |