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CIA: MANOVRA INIQUA E PENALIZZANTE

La Giunta dell’Anp-Cia approva un ordine del giorno nel quale si ribadiscono forti critiche alle misure economiche. Ridotti i fondi per la socio-assistenza. L’aumento dell’Iva deprime i consumi. Pesanti conseguenze soprattutto per gli anziani che vivono nelle zone rurali. Annunciate iniziative sul territorio e con il Cupla (Coordinamento unitario pensionati lavoro autonomo).

 

na manovra penalizzante soprattutto per gli anziani. Colpisce pesantemente le pensioni medio-basse, taglia i fondi alla socio-assistenza e impone nuovi ticket. E’ una manovra inefficace per rilanciare l’economia e per risanare il bilancio dello Stato. Contiene provvedimenti contraddittori, prima decisi e poi ritirati; è iniqua, confusa, allontana lo sviluppo e finirà ancora col “tassare la povertà” senza far uscire il Paese dalla crisi. E’ quanto afferma un ordine del giorno approvato dalla Giunta dell’Anp-Associazione nazionale pensionati della Cia riunitasi a Roma e che ha annunciato una serie di iniziative sul territorio a sostegno di una categoria, appunto quella dei pensionati, che ha visto ridurre in maniera consistente il potere d’acquisto. Le misure contenute nella manovra economica rendono ancora più difficile lo scenario. L’Iva maggiorata al 21 per cento deprime i consumi e fa crescere i costi; i pesanti tagli dei trasferimenti a Regioni ed Enti locali determinano da una parte l’ulteriore contrazione dei fondi per la socio-assistenza, la non autosufficienza e i servizi locali, dall’altra, l’aumento di tariffe, rette e addizionali Irpef; le conseguenze maggiori si sentiranno soprattutto nelle zone rurali, con una drastica riduzione dei servizi di carattere sociale. L’Anp-Cia è nettamente contraria a misure unilaterali tese a demolire il principio secondo il quale la pensione è il corrispettivo di quanto versato nella vita attiva, secondo un preciso contratto che ne stabilisce la misura, da mantenere integra per l’intera vita dell’anziano. Allo stesso modo l’Associazione ribadisce il suo fermo “no” alla continua limitazione del diritto alla salute ed all’assistenza attraverso misure che riducono i servizi ponendoli a carico dei più bisognosi. I pensionati della Cia stigmatizzano, inoltre, l’assurdo ricorso al voto di fiducia che impedisce ogni confronto democratico esautorando, di fatto, il Parlamento da ogni eventuale incisiva correzione. Nel ribadire che gli anziani con pensioni basse, dopo anni di perdita costante del loro potere d’acquisto e con l’inflazione in forte ripresa, attendono un parziale recupero del fiscal drag, la Giunta nazionale dell’Anp-Cia sottolinea la necessità di contenere il debito pubblico e liberare risorse per lo sviluppo: solo giustizia, equità e concertazione porteranno ad un “welfare” riformato e condiviso. Comunque per l’Anp-Cia devono essere perseguiti precisi obiettivi. Tra essi, una ripartizione progressiva dei carichi fiscali verso gli alti redditi, le ricchezze e le rendite; una vera e costante lotta all’evasione fiscale, stimata in 300 miliardi di euro, circa il 20 per cento del Pil. Nell’ordine del giorno la Giunta dell’Anp-Cia invita a riunire gli organi dirigenti regionali dell’Associazione per definire un programma di assemblee ed estendere la concertazione e la contrattazione sul territorio con gli Enti e gli ambiti locali sulla socio assistenza ed i servizi, specie per le aree ed i centri rurali. Contemporaneamente propone al Cupla (Coordinamento unitario pensionati lavoro autonomo) un’iniziativa nazionale dei pensionati del lavoro autonomo e un “patto” di consultazione con le Organizzazioni sindacali più rappresentative degli anziani. Nel documento, infine, viene definito un programma organizzativo per l’autunno, tra cui un piano di incontri interregionali finalizzati allo sviluppo dell’Anp sul territorio e, d’intesa con l’Agia (Associazione dei giovani imprenditori agricoli), la promozione di una iniziativa comune nell’anno europeo per l’invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni.


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