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CIBO: IN ITALIA IL SALATO BATTE IL DOLCE

Un sondaggio promosso dalla Cia sui principali social network del web svela la classifica degli alimenti più amati dagli italiani. A sorpresa, i dolci sono solo al quarto posto nella “Eat-Parade”.

 

Gli italiani non possono rinunciare alla pizza e alla pasta e sono più golosi di pesce che non di dolci. Insomma, nel nostro Paese il “salato” batte il “dolce” 3 a 1. E’ quanto rivela un sondaggio realizzato dalla Cia, utilizzando i principali social network presenti sulla rete, e i cui risultati sono stati resi noti nel corso della quinta Conferenza economica in svolgimento in questi giorni a Lecce. Ma oltre a questo aspetto legato al gusto il sondaggio evidenzia un dato preoccupante: solo per il 2 per cento delle persone il cibo preferito è la verdura, e ancor più bassa è la percentuale di chi non rinuncerebbe alla frutta. Questo dato fa purtroppo il paio con quello relativo ai consumi. Infatti, in 20 anni la spesa degli italiani per frutta e verdura è scesa di oltre il 18 per cento. Tornando al sondaggio, il fanalino di coda nelle preferenze degli italiani è “la carne bianca”, forse ritenuta “troppo piatta”, in termini di sapidità.

All’ottavo posto di questa “Hit-Eat parade del cibo” si piazza l’olio extravergine d’oliva, che ha raccolto molte preferenze, concentrate prevalentemente al sud del Paese. Tra salumi e formaggi, la spuntano di qualche manciata di voti i secondi, quindi, rispettivamente collocati al settimo e al nono gradino della classifica. Primo tra gli esclusi nella “top ten” è il miele, in tutte le sue declinazioni. Questo ha raccolto i consensi, prevalentemente, delle donne, mentre al dodicesimo posto si è piazzato il vino che ha diviso il suo elettorato perfettamente al 50 per cento, tra i voti al maschile e quelli al femminile. Proprio a metà classifica si piazza la “carne rossa”, con particolari menzioni per la bistecca “alla fiorentina”, che nel dato disaggregato si collocherebbe da sola al tredicesimo posto.

Ma gli italiani sono stati stimolati anche sulle preferenze sui vari metodi di cottura degli alimenti, in una sorta di ballottaggio: testa a testa tra fritto e al forno, tra crudo e piastra, tra brace e lesso. Il minor numero di voti è stato raccolto dal “lesso” e il maggiore dal “fritto”. Ma medici e nutrizionisti non dovranno necessariamente storcere la bocca, perché l’indicazione è relativa ad una specifica domanda “Ti piace di più…?”, e quindi non necessariamente al metodo che viene utilizzato più frequentemente da chi ha risposto al sondaggio. Il dato veramente in controtendenza è, invece, quello relativo alle trasformazioni a crudo: negli ultimi 5 anni sempre più persone amano realizzare carpacci di carne e pesce oltre che crudità di verdure, quando dispongono di prodotti freschi e di qualità.

Il sondaggio, che aveva una mera finalità indicativa, ha interessato solo un campione di persone con un’età superiore ai 18 anni. Questo spiega probabilmente il basso dato relativo ai dolci e all’assenza in classifica di “must”, per i più piccoli, come gli snack (pop-corn, salatini e patate fritte). Prodotti questi, che continuano a registrare fatturati imponenti anche nel nostro Paese. Ma la lettura più sorprendente dei vari dati analizzati, anche incrociando tendenze di spesa e di consumi alimentari, è la totale incongruenza tra la flessione generale, che interessa da anni il comparto delle verdure, e il numero sempre crescente delle persone che in Italia dice di aver sposato integralmente l’alimentazione vegetariana o vegana.


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