FIRENZE - Federalismo fiscale e Welfare locale sono due realtà compatibili o l’una mette in pericolo l’altra ? E’ la domanda che la Cisl di Firenze mette al centro domani (Auditorium Cisl toscana, via Dei 2/a, dalle ore 9,30) di un convegno a cui parteciperanno esperti e i rappresentanti di 5 amministrazioni comunali della nostra provincia. La crisi economica e la situazione dei conti pubblici infatti aggiungono preoccupazione per il mantenimento, per non dire miglioramento, delle condizioni di vita, il livello dei servizi, il contenimento della pressione tributaria sui cittadini. Per capire cosa sta succedendo la Cisl ha messo a confronto i bilanci preventivi 2011 di cinque comuni della provincia diversi per dimensione e per territorio su quattro capitoli che stanno a cuore al sindacato: taglio dei trasferimenti, livello della spesa sociale, spesa per il personale, pressione fiscale e tariffaria.
L’obiettivo è verificare come le amministrazioni locali hanno affrontato questa difficile situazione caratterizzata dalla seconda ondata di tagli ai trasferimenti da parte del Governo. In attesa della terza e forse più pesante, nel 2012. “Vogliamo conoscere e capire, per poi agire con cognizione di causa nella concertazione territoriale –spiega Roberto Pistonina, segretario generale della Cisl di Firenze-. La Cisl è in prima fila sui temi della fiscalità e dello stato sociale locale, determinata a giocare il proprio ruolo fino in fondo sapendo che i prossimi anni saranno particolarmente difficili per la scarsità delle risorse e che è indispensabile eliminare sprechi, sovrapposizioni di competenze e di livelli istituzionali.
Bisognerà –prosegue Pistonina- trovare l’equilibrio economico, ma al tempo stesso non arretrare nei servizi del welfare locale, anche cambiando quello che c’è da cambiare, perché non si risponde a bisogni nuovi con soluzioni vecchie, ma non diminuendo il livello di protezione sociale alle famiglie, agli anziani all’infanzia.” “E in quanto al fisco –aggiunge il segretario Cisl- non accetteremo che federalismo significhi aumento della pressione fiscale totale, aggiungendo tasse locali a quelle nazionali.
Anzi stiamo chiedendo con forza al Governo una riforma del fisco per tassare meno i redditi da lavoro e da pensione che attualmente sopportano il peso del costo dello Stato, e condurre una lotta a fondo all’evasione fiscale per recuperare quei 200 miliardi di euro sottratti alle casse del fisco che sono i soldi che ci mancano per le pensioni, per gli asili per gli ammortizzatori sociali. E’ il tempo della responsabilità per tutti. La Cisl c’è, ma pretende che tutti facciano la propria parte: istituzioni, parti sociali e singoli cittadini.” |