Gazzetta Economica
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COME CAMBIA IL TRADING DOPO LA CRISI

Parla l'ing. Mario Fabbri di Directa SIM: "In merito al "post-crisi", dopo un periodo di pochi mesi in cui appariva qualche disaffezione verso il trading online, c'è stato un recupero, un ritorno anche del trading stretto".

 

"Noi abbiamo rilevato addirittura un aumento dei volumi dovuto soprattutto alla crescita dei clienti. Nel settore degli intermediari questa fase convulsa ha prodotto una riduzione dell'offerta del trading online e, di conseguenza, c'è più lavoro per gli operatori rimasti e, proprio grazie all'arrivo di nuovi clienti, Directa è in grado di investire ed espandere l'attività". Parole dell'Ing. Mario Fabbri, pioniere del trading online in Italia e fondatore di Directa SIM.

Directa è stata, nel 1996, la prima Sim italiana a offrire il trading online ai privati e ora, quasi 15 anni più tardi, sta rischiando di restare nuovamente sola, unica superstite del puro trading, dopo le innumerevoli defezioni, trasformazioni o fusioni delle concorrenti con istituti di credito. Nel 2009, annus horribilis per l'economia, Directa ha incrementato del 14% il numero dei clienti e siglato ulteriori nuovi accordi con numerose banche che vogliono offrire ai loro clienti una piattaforma di trading professionale. Infine, grazie al recente lancio della piattaforma di trading online "touchTrader" per iPhone, è sbarcata anche sull'iPad, il nuovo dispositivo multimediale che la Apple ha lanciato in Europa a fine maggio.

La Sim torinese continua così ad affrontare le nuove sfide della tecnologia e dei mercati finanziari, con un'energia e un know how informatico unici nel settore. Il segreto? "Siamo una Sim, ma ci vediamo come un centro servizi che ha come unico obiettivo quello di permettere, a chi vuole operare sui mercati in proprio, di farlo con la massima velocità e convenienza" dichiara Mario Fabbri, fondatore e amministratore delegato di Directa. In questa IV edizione del Taranto Finanza Forum presentate, tra le novità, il trading su iPad. E’ una rivoluzione? “Siamo stati i primi al mondo ad offrire, nel maggio del 1999, l'accesso diretto ai mercati da dispositivo mobile, sfruttando subito i primi telefonini-internet prodotti da Nokia. Da allora cavalchiamo le evoluzioni tecnologiche di questo segmento.

Non è quindi un caso se, da alcuni mesi, abbiamo rilasciato sull'App Store della Apple la prima versione di touchTrader, la nostra nuova piattaforma per il trading professionale mobile a book verticale per iPhone. Siamo soddisfatti di aver concluso la messa a punto di questa piattaforma perché così touchTrader è stato disponibile fin dal primo giorno anche per l'iPad, arrivato in Europa a maggio. Le prove ci hanno persuaso che l'accoppiata iPad-touchTrader fa fare un salto di qualità straordinario al trading mobile: ingrandire lo schermo rende la piattaforma ancor più facile e intuitiva, anche se va detto che touchTrader resta perfettamente funzionale anche sul piccolo iPhone, grazie al nuovo sistema di input a sfioramento pensato per operare sul book verticale. Oltre al mercato italiano state spingendo anche sulla vicina Francia? “Si, perché per realizzare le nostre ambizioni di espansione, oltre al mercato tedesco ci interessa molto anche quello dei trader francesi”.

Siete attivi anche nella formazione. Lo dimostra il fatto che avete ideato le Universiadi del Trading, il primo campionato borsistico tra studenti disputato con soldi reali. “Siamo soddisfatti del successo delle Universiadi del Trading: in gara c’erano 44 squadre di 30 istituti universitari di tutta Italia. Directa ha messo a disposizione di ciascun team 5.000 euro per operare sui mercati, accollandosi le perdite e lasciando gli eventuali guadagni agli studenti. L'apprezzamento che abbiamo riscontrato anche da parte dei docenti ci invoglia a replicare l'iniziativa l'anno prossimo, estendendola anche alle università tedesche e francesi”. Come giudica il 2009 di Directa? “E' stato un anno positivo, anche se è diminuita l'operatività media per cliente e si sono quasi azzerati i proventi da interessi sulla liquidità.

Quello che ha risolto la situazione è stato l'aumento del numero dei clienti, il terzo maggiore in assoluto della nostra storia, che ci ha consentito di restare in utile senza dover ridurre gli investimenti necessari per migliorare il servizio. Sono anche cresciute, e oggi sono 160, le convenzioni con gli istituti di credito che offrono ai propri clienti la possibilità di negoziare on-line con un conto Directa, tenendo liquidità e titoli sul loro conto bancario”. E la decisione di Borsa Italiana di riportare da Londra in Italia le negoziazioni dei titoli? “Siamo molto contenti di questa decisione. Dato che nel trading contano ormai anche i millisecondi, è molto importante, per chi opera, la prossimità geografica dei server di Borsa. In questo modo la Borsa italiana potrà difendersi dalla concorrenza dei circuiti stranieri. Credo che sia l'unica possibilità per evitare che le transazioni sui titoli italiani si frammentino tra tanti piccoli mercatini”.



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