Una risposta urgente per scongiurare gravi ripercussioni sulle aziende e i lavoratori del comparto bieticolo-saccarifero, che oggi a Roma hanno protestato dinanzi al Ministero dell’Agricoltura. È quanto chiesto oggi dall’assessore alle Risorse agroalimentari Dario Stefàno, in qualità di coordinatore nazionale della Commissione Politiche Agricole al ministro Zaia, dopo aver incontrato i lavoratori del comparto provenienti dalla regioni maggiormente interessate. “È, ormai, verosimile – afferma l’assessore – che il governo italiano stia venendo meno agli impegni, relativi alla Riforma del Settore del 2005, assunti in sede comunitaria e nazionale “. “Infatti – prosegue nella richiesta formalizzata oggi - come da comunicazione effettuata dai vertici del Ministero Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, emergerebbe la impossibilità a stanziare gli 86 milioni di euro previsti per le annualità 2009 e 2010 dalla predetta OCM Zucchero 2005.
Non rispettando, in questo modo, gli impegni assunti dai governi precedenti”. Una scelta questa che “rappresenterebbe un grave errore per l’intero settore e a questo proposito tutte le rappresentanze del settore bieticolo-saccarifero hanno già manifestato la loro preoccupazione e dissenso, lamentando il mancato mantenimento degli impegni assunti, nonostante le reiterate assicurazioni fatte dal Ministero nel corso della manifestazione unitaria del 09 dicembre 2010, e l’assenza del Ministro in occasione dell’incontro tenutosi a Roma l’8 febbraio u.s”
“In qualità, anche, di coordinatore della Commissione Politiche Agricole - precisa l’assessore - sono a sollecitare codesto Ministero ad attivarsi per dare attuazione a quanto previsto dalla OCM Zucchero 2005 e farsi carico di chiedere, al Consiglio dei Ministri, il rispetto del piano di interventi per il settore, in merito al quale sono stati assunti impegni con gli operatori e le loro rappresentanze, in varie occasioni”. “L’auspicio – conclude – è che si pervenga il prima possibile ad un percorso e ad una piattaforma condivisa di interventi, al fine di scongiurare gravi ripercussioni su migliaia di aziende e lavoratori del settore”. |