23 dic - "L’agricoltura è cultura, sviluppo sostenibile, ambiente, paesaggio". Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo ad un convegno a Vicenza di ACR, Associazione per la difesa e la promozione della cultura rurale. "Bisogna però fare attenzione – ha messo in guardia Guidi -. La cultura rurale non è quello che siamo stati ma quello che saremo. Non è solo il passato, ma il futuro della società. Senza agricoltura non c’è cultura, non c’è futuro". "Pensiamo al degrado ambientale, alle emergenze del territorio ogni qualvolta accadono eventi meteorologici violenti – ha proseguito il presidente di Confagricoltura -. Laddove l’agricoltura non c’è a salvaguardare l’habitat abbiamo gravi conseguenze e disastri". Oggi su trenta milioni di ettari circa di territorio nazionale, i tre quarti sono occupati da superfici coltivabili (13 milioni di ettari) e forestali (9 milioni in buona parte gestite da produttori). "Bisogna quindi preservare con idonee politiche la funzione dell’agricoltura di presidio del territorio", ha affermato Guidi. Il presidente si è quindi soffermato anche sulle misure europee che si andranno a definire per lo sviluppo rurale ed ha sottolineato: "Se crediamo che l’agricoltura sia essenziale per una crescita inclusiva come prevede “Europa 2020” allora bisogna prevedere risorse adeguate a queste ambizioni. Indubbiamente – ha aggiunto Guidi - Bruxelles ha intuito il ruolo dell’agricoltura per uno sviluppo sostenibile e le decisioni che vuole assumere nella riforma della politica agricola comune puntano proprio a consolidare l’azione positiva dell’agricoltura sull’ecosistema". Infine, il presidente di Confagricoltura ha messo in guardia: "Se la riforma della Pac intende limitarsi a ridurre le risorse e ad aumentare gli oneri dei produttori per l’ambiente finisce per essere inefficace e minacciare, invece di esaltare, la competitività delle imprese e del sistema. Devono quindi restare prioritarie le misure che favoriscono l’innovazione e la crescita, perché gli agricoltori restano sul territorio solo se è possibile un’attività economica che generi un reddito equo rispetto agli altri settori e stabile nel tempo". |