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CONFAPI: PRESENTA LE SUE PROPOSTE PER LA CRESCITA DEL SUD

Le proposte della Confapi pongono l’accento su due principi fondamentali: la valorizzazione delle potenzialità implicite alle imprese che vi sono e che possono nascere nel Mezzogiorno e la liberazione delle stesse da pesi impropri. Per rilanciare lo sviluppo e la competitività d’impresa.

 

“Un momento di riflessione per raccogliere le idee e avanzare proposte. Il punto di partenza tra società, mondo dell’impresa e istituzioni su un argomento fondamentale come la crescita economica per il Sud”. E’ con queste parole che il presidente di Confapi Puglia, Erasmo Antro ha presentato la tavola rotonda in programma questa mattina presso la sede dell’Associazione.

Sulle proposte di politica economica per lo sviluppo del Mezzogiorno si sono confrontati tra gli altri Eugenio Feroldi, direttore generale della Confapi nazionale, Sebastiano Lentini e Marco Nardi della Giunta di presidenza, Loredana Capone, vicepresidente Regione Puglia, Lorenzo Nicastro, assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Guglielmo Minervini assessore ai Trasporti della Regione Puglia, Michele Pelillo assessore al Bilancio della Regione Puglia, Massimo Cassano e Michele Losappio consiglieri regionali e Riccardo Figliolia, segretario generale di Confapi Bari. Le proposte della Confapi pongono l’accento su due principi fondamentali: la valorizzazione delle potenzialità implicite alle imprese che vi sono e che possono nascere nel Mezzogiorno e la liberazione delle stesse da pesi impropri. Per rilanciare lo sviluppo e la competitività d’impresa bisogna adottare due strumenti: la drastica riduzione delle incombenze amministrative obbligatorie e una differente politica degli aiuti.

“Il percorso più breve ed efficace per promuovere lo sviluppo – ha evidenziato Trione, responsabile dell’ufficio studi della Confapi Bari – “ è quello di utilizzare parte dei mezzi finanziari destinati alla crescita economica non solo per insediamenti produttivi o infrastrutturali ma per ridurre significativamente il cuneo fiscale in quelle aree da sviluppare per rilanciare la competitività, premiare il merito e combattere efficacemente il lavoro nero. Il finanziamento della riduzione del cuneo fiscale con l’uso dei fondi destinati allo sviluppo permetterebbe di lasciare invariato il gettito”.

“Non basta - ha sottolineato in conclusione Carlo Martino, rappresentante pugliese nella giunta nazionale Confapi - sbloccare la spesa per le infrastrutture come rimedio al ritardo nello sviluppo. Non si può puntare solo sulla politica delle grandi opere per rilanciare il Mezzogiorno”. I risultati della tavola rotonda costituiranno un documento da sottoporre alle autorità centrali e regionali.


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