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CONGIUNTURA DEL CREDITO IN ITALIA AL SUD E IN PUGLIA

E’ stato presentato alla stampa il primo Report sulla “Congiuntura del credito in Italia, al Sud e in Puglia”. Il report, realizzato dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, è stato illustrato dal responsabile del Servizio Studi e Ricerche, Gregorio De Felice, e poi discusso con il direttore generale del Banco di Napoli, Giuseppe Castagna.

 

Dalla ricerca emerge come nel 2010 sia ripartito il credito alle imprese in Italia con una accelerazione a inizio 2011. Le statistiche BCE mettono in evidenza come i prestiti erogati dal sistema bancario italiano abbiano avuto un andamento migliore rispetto alla media europea in tutto il 2010. A febbraio 2011 sono cresciuti del 4,8% contro una variazione dello 0,6% in area euro. Della ripresa del credito hanno beneficiato sia le piccole che le grandi imprese. Il finanziamento della gestione delle scorte e del capitale circolante va ad affiancarsi alle necessità di ristrutturazione del debito tra le principali determinanti della domanda di credito nel 2010. Anche i prestiti alle famiglie, soprattutto per l’acquisto di abitazioni, consolidano la crescita e in Italia si confermano più dinamici della media dell’area euro. La ripresa dei prestiti alle famiglie è anzi partita prima rispetto a quella dei prestiti alle imprese e nel 2010 si è registrata una crescita sostenuta.

Il sostegno dato a imprese e famiglie durante la crisi si è riflesso in un deterioramento della qualità del credito, con un flusso di nuove sofferenze che i dati più recenti indicano però in rallentamento nel corso del 2010, in particolare al Nord. Ciò nonostante, i tassi di interesse sono rimasti su minimi storici, e inferiori a quelli medi dell’area euro, agevolando così la ripresa del credito. Il Sud – Il credito alle imprese del Sud continua a crescere a tassi superiori a quelli dell’intero Paese (a gennaio 2011 +6%, circa un punto e mezzo in più della media nazionale). Vi contribuisce la minore presenza del settore industriale, che è stato maggiormente colpito dalla recessione. Continua inoltre a ridursi il numero delle imprese che lamentano restrizioni da parte del sistema bancario. In particolare, la percentuale delle imprese del Mezzogiorno che non hanno ottenuto il credito richiesto è scesa al 3,4% a marzo 2011, contro l’8% circa registrato al culmine della crisi.

Si è tornati ai valori pre-recessione e con differenze minime rispetto al dato medio nazionale. Inoltre, il 25% del credito concesso non viene attualmente utilizzato. Negli ultimi due anni anche i prestiti alle famiglie hanno avuto una crescita superiore alla media nazionale. A fronte di questi dati positivi, che testimoniano l’impegno del settore bancario a dare ossigeno all’economia, occorre rilevare la crescita delle sofferenze: a settembre 2010, il rapporto tra i crediti passati in sofferenza nei precedenti 12 mesi e il credito concesso è salito al 4,6%, livello circa doppio rispetto al Centro-Nord. Inoltre, al Nord il fenomeno sta decelerando, mentre al Sud si registra un’accelerazione.

Ciò nonostante, i tassi di interesse sono rimasti su minimi storici e il differenziale nei tassi di interesse tra Centro-Nord e Mezzogiorno è rimasto sostanzialmente inalterato. La Puglia – Nella regione il positivo trend dei prestiti è stato trainato dalle famiglie (+8,2% a gennaio 2011), ma anche dalla ripresa del credito alle imprese evidente già dallo scorso anno e in accelerazione nei mesi recenti, con una crescita del 7,2% a gennaio 2011. E’ da rilevare che è positiva anche la dinamica dei prestiti alle imprese industriali che stanno crescendo (+2,5% a settembre 2010) più della media nazionale. Anche il totale dei prestiti da oltre due anni cresce più della media nazionale (6,9% a/a a gennaio 2011 rispetto al +5,7% del sistema nazionale). Taranto è la provincia più vivace nei prestiti (+8,8% a gennaio 2011 per imprese e famiglie), grazie alla superiore dinamica di quelli alle famiglie (+10%) e all’accelerazione dei prestiti alle imprese (7,2%).

Anche Lecce e l’aggregato Bari, Foggia e Barletta-Andria-Trani (le statistiche bancarie non consentono ancora di calcolare le dinamiche della nuova provincia e non consentono più di calcolare quelle di Bari e Foggia) crescono bene nei prestiti alle imprese (+7,4% e 7,7% rispettivamente). Viceversa, Brindisi è la provincia meno brillante di riflesso a prestiti alle imprese più deboli (+2,6%), pur essendo particolarmente dinamica per il credito alle famiglie. Le difficoltà del ciclo recessivo hanno comportato, anche in regione (i dati sono riferiti in questo caso a Puglia e Basilicata) una crescita delle sofferenze delle imprese. Tuttavia, il deterioramento della qualità del credito è stato meno grave che in altre regioni e gli indici di decadimento sono inferiori a quelli medi del Sud. Si nota, inoltre, un leggero miglioramento a settembre 2010 dell’indice che misura il fenomeno delle nuove sofferenze riferite alle imprese. Stabile quello relativo alle famiglie che peraltro ha subito un peggioramento più contenuto nei mesi precedenti.

I tassi di interesse sono rimasti comunque ai minimi anche in Puglia. La crisi recessiva non ha colpito tutte le imprese allo stesso modo: le imprese più “forti” hanno resistito. Anzi, nel drammatico 2009, con un fatturato che in media si è contratto del 10%, il 14% delle imprese manifatturiere pugliesi è riuscito ad ottenere una crescita del fatturato superiore al 10% e un 8% delle imprese ha registrato addirittura un incremento superiore al 20%. “Perché l’economia pugliese torni a crescere a tassi sostenuti – commenta Gregorio De Felice - occorre anche una crescita dimensionale delle imprese. Sono in proposito necessari processi di aggregazione tra le imprese o nuove formule come quelle dei contratti di rete di imprese. Una maggiore dimensione potrà favorire investimenti in ricerca e sviluppo, valorizzazione dei marchi, processi di internazionalizzazione, che sono le vie obbligate per essere competitivi.”

“Il report del nostro Servizio Studi – aggiunge Giuseppe Castagna – testimonia la valenza del sistema bancario italiano, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno. La banche hanno infatti incrementato più che altrove il sostegno a famiglie e imprese, pur dovendo registrare un aumento delle sofferenze, che peraltro non hanno inciso sul costo del denaro. Fa inoltre piacere notare come in Puglia il rapporto tra il credito erogato e le sofferenze sia tra i più positivi dell'intero Mezzogiorno, dato che conferma ancora una volta la positività dell'economia e delle imprese della regione".


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