«L’associazione dei costruttori esprime sorpresa per la denuncia dei sindacati regionali con i quali, negli Stati generali delle costruzioni, da tempo sollecita le istituzioni a intervenire per far fronte alla gravissima crisi del comparto. In un momento difficile come questo bisogna fare fronte comune tutti insieme, organizzazioni datoriali e sindacali, per focalizzare l’attenzione e gli sforzi sullo sblocco dei fondi comunitari, sulla semplificazione normativa in tema di edilizia privata e sull’attuazione di altri interventi per dare risorse al settore e lavoro alle imprese.
La definizione della contrattazione integrativa non risolverebbe i problemi dei lavoratori; il vero nodo da sciogliere è rappresentato dalla ripresa dei lavori che, una volta avvenuta, consentirà di dare fiato all’occupazione. La nostra richiesta di rinviare a dopo l’estate la contrattazione con i sindacati non è finalizzata a ledere i diritti dei lavoratori ma, al contrario, a rinviare questo confronto a un momento nel quale auspichiamo possano esserci concreti segnali di ripresa per il settore.
Dopo la pausa estiva contiamo che le istanze del comparto possano aver trovato accoglimento in maniera tale da avere maggiori certezze sulle prospettive di lavoro per imprese e lavoratori. Riteniamo che quel momento possa essere il più idoneo per affrontare con i sindacati il tema della contrattazione integrativa. La priorità in questo momento e nei prossimi mesi è riportare risorse nel settore per scongiurare ulteriori perdite di posti di lavoro e di imprese». |