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CONTRO LA FAME, NO AL COLONIALISMO ECONOMICO E CULTURALE
Carlo Petrini partecipa a Roma all’iniziativa Alimentare il futuro, nell’ambito della Giornata Mondiale dell’Alimentazione.
 
Carlo Petrinipartecipa oggi al dibattito Nutrirsi di più, nutrirsi meglio, nell’ambito dell’iniziativa Alimentare il futuro, organizzata da “Roma InConTra” in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione della Fao. Tra i relatori Jacques Diouf, direttore generale Fao, Franco Frattini ministro degli Affari Esteri, Kanayo F. Nwanze presidente International Fund for Agricultural Development (Ifad), Josette Sheeran direttore esecutivo World Food Programme (Wfp). L’incontro è previsto alle 17.15 presso l’Ara Pacis Augustae a Roma Il contributo di Petrini, presidente internazionale di Slow Food, vuole essere una riflessione sul paradosso che vede contrapporsi all'opulenza e allo spreco alimentare, elemento caratterizzante il sistema globalizzato di produzione e distribuzione del cibo, il dato angosciante di 800 milioni di persone che non hanno accesso a un’alimentazione sufficiente alla sopravvivenza. Insieme a Petrini, partecipano al dibattito Paolo De Castro, presidente commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, Giuseppe Sala amministratore delegato Expo 2015, Maurizio Carrara presidente UniCredit Foundation, coordinati da Enrico Cisnetto, “Roma InConTra”. La giornata, organizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Ministero per le Pari opportunità, vuole inoltre essere l’occasione per lanciare una grande campagna di solidarietà a favore del Corno d’Africa, dove si aggrava e sembra non aver fine una carestia che ha coinvolto 13 milioni di persone, delle quali decine di migliaia sono già morte e 750.000 rischiano la stessa sorte nei prossimi mesi: «Stati e organismi internazionali non mantengono le promesse fatte. Ora non si tratta più di mantenere gli impegni presi, ma di agire affinché la situazione non peggiori ulteriormente» osserva ancora il fondatore di Slow Food. Proprio in questi giorni i contadini, insieme alle associazioni della società civile, uniti nel Cisa (Comitato Italiano per Sicurezza Alimentare) di cui Slow Food fa parte, stanno facendo sentire la loro voce a Roma, davanti alla Fao: «Dobbiamo ascoltarli. Riducendo al massimo lo spreco, aiutando le economie agricole locali in ogni Paese, sostenendo le comunità del cibo africane nel loro lavoro di recupero delle colture tradizionali, potremo avviare un cambiamento profondo» auspica Petrini. «La cosa sconvolgente è che il problema del miliardo di persone che soffrono di malnutrizione e fame sarebbe facilmente risolvibile: è una questione di volontà. Basterebbe anche soltanto qualche rinuncia, meno avidità, meno colonialismo economico e culturale. Mai nella storia dell’uomo abbiamo avuto così tanta quantità di cibo a disposizione per l’umanità e mai come adesso abbiamo sprecato così tanto», osserva Petrini che suggerisce: «Iniziamo dallo spreco: secondo i dati di Last Minute Market sprechiamo 20 milioni di tonnellate di cibo ogni anno, solo nel nostro Paese. Lo spreco di fronte alla fame è la vera anomalia dei nostri tempi, figlia di un modo di intendere l’economia sbagliato e obsoleto che crede nella possibilità di una crescita infinita, andando contro le leggi della Natura, le cui risorse sono rinnovabili solo a patto di rispettarne i ritmi. È un sistema iniquo, alimentato da un consumismo spietato dove tutto è continuamente buttato e sostituito, anche gli alimenti. È quanto mai urgente cambiare il sistema di produzione e distribuzione, recuperando la capacità delle comunità locali di produrre il proprio cibo in modo sostenibile, di selezionare e moltiplicare le proprie sementi, di diversificare le colture».

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