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CONVEGNO DI CONFINDUSTRIA PER LA FORMAZIONE DEL PERSONALE

1 milione di lavoratori formati dal 2007, di cui 680 mila nel 2009-2010, oltre 33.000 aziende partecipanti ad attività formative, a stragrande maggioranza piccole e medie imprese, il 23% degli obiettivi formativi concentrati sull’innovazione, 240.000 persone formate su salute e sicurezza sul lavoro. 

 

Sede del dibattito, il convegno annuale del Fondo interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil Cisl e Uil, dal titolo "La ripresa parte dalla formazione", oggi a Roma. Punto di partenza del dibattito, un report con cifre e aspetti qualitativi che non lasciano dubbi sul ruolo della formazione sia nei confronti della crisi sia nelle sfide dei nuovi mercati. Fin dall'inizio della recessione, infatti, Fondimpresa ha predisposto strumenti per la formazione dei cassintegrati, con stanziamenti per un totale, finora, di 27 milioni di euro. Parallelamente, ha continuato a sostenere i progetti di espansione e innovazione, con linee di finanziamento dedicate alle attività formative nelle piccole e medie imprese, a salute e sicurezza sul lavoro, all’ambiente.

In tutto, 563 milioni di euro impegnati dal 2007, di cui 265 per i piani aziendali (presentati direttamente dalla singola impresa) e 298 per i territoriali e settoriali (cui si partecipa in forma aggregata) più altri 165 già stanziati. Il 90% delle imprese che hanno fatto formazione è della Pmi. Il 44% dei lavoratori formati è della Pmi. “Questi dati – sottolinea Michele Lignola, direttore generale del Fondo – attestano che abbiamo centrato un obiettivo prioritario: diffondere la formazione soprattutto dove arriva con maggiori difficoltà, in quelle dimensioni che rappresentano la maggior parte del nostro tessuto produttivo. Uno sforzo ancora più importante in questa fase, in cui le imprese si sono trovate di fronte alla necessità di ripensare e riorganizzare produzione e assetti, sia in chiave di tutela che di rilancio”.

L’impegno per le aziende in crisi è già confermato per il 2011, con 12 milioni di euro. “Finora - spiega Luciano Silvestri, vice presidente Fondimpresa - i piani formativi per lavoratori in cassa integrazione hanno coinvolto oltre 26.000 addetti, in 273 imprese. Si tratta – aggiunge – di corsi articolati, tanto che molti lavoratori hanno frequentato più azioni formative, mirate alla riqualificazione e all’occupabilità”. La crisi, sottolinea Silvestri, sembra aver prodotto modificazioni nella domanda, orientando maggiormente la formazione su competenze trasversali e strategiche rispetto alle competenze tecnico-specialistiche. “I piani formativi danno più rilievo ad attività quali la ricerca di nuovi mercati, l’ottimizzazione dei costi, l’internazionalizzazione”.

Con i Fondi interprofessionali (Fondimpresa è il più importante dei 18 Fondi italiani, con il 40% del gettito annuale) oggi si fa più formazione, e l’offerta formativa è stata stimolata a misurarsi con le necessità del mercato. Ma questa crescita rischia di mettere in difficoltà i Fondi. “In questi due anni così difficili è aumentata la domanda di formazione delle imprese – sottolinea Giorgio Fossa, presidente Fondimpresa –: a fronte di una disponibilità iniziale di 142 milioni di piani settoriali e territoriali, sono arrivate richieste per 355 milioni di euro, due volte e mezza il budget. Con un forte impegno, il Fondo ha portato gli stanziamenti a 198 milioni, ma è chiaro che il contributo dello 0,30% non basta più a coprire tutta la domanda di formazione che abbiamo contribuito a far emergere, determinante per il futuro delle imprese italiane”.

Occorre dunque che le parti sociali siano libere di darsi le regole più idonee per il raggiungimento degli obiettivi di piena diffusione della formazione continua. “Questo periodo ha portato molti imprenditori a scoprire che la formazione fa diventare più competitivi – osserva ancora il presidente Fondimpresa – e questa consapevolezza non verrà meno con il declinare della fase critica. La domanda di formazione è matura, crescerà ancora, e questo sistema di autofinanziamento deve essere messo in condizioni di poter rispondere efficacemente ai propri bisogni. Si tratta di modificare una normativa. Basta poco, e la formazione per i lavoratori sarà in grado di seguire l’evoluzione dei fabbisogni delle imprese”.


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