L'obiettivo è lo sviluppo delle imprese. Lo strumento, invece, è l'aggregazione di pubblico e privato. In Puglia, Calabria e Campania cooperative agroalimentari, università e centri di ricerca hanno promosso un nuovo progetto di collaborazione All'iniziativa, nata da un'idea di Confcooperative, Lega e Agci, aderiscono numerose imprese cooperative e dipartimenti universitari, centri di ricerca, centri di competenza con il coinvolgimento strategico delle spin-off universitarie.
Le cooperative rappresentano complessivamente decine di migliaia soci, centinaia di addetti e un fatturato aggregato di oltre 150 milioni di euro: una grande impresa virtuale sulla quale innestare con efficacia iniziative di ricerca e formazione per un incremento della competitività del settore. <>. Per la realizzazione del progetto verranno valorizzati gli apporti di soggetti "terzi": dalle società spin off delle Università coinvolte, in particolare Ser&Practices e Best, entrambe promosse da Confcooperative Puglia, alle società di consulenza e agli enti di formazione emanazione delle centrali cooperative.
La nuova aggregazione vuole innovare la produzione del territorio attraverso progetti di ricerca di alto livello. Viene affrontato, per esempio, il tema degli scarti e del riutilizzo dei sottoprodotti anche a fini energetici. Tra gli altri obiettivi, quello di orientare gli sforzi di ricerca, puntando a coinvolgere e dare valore aggiunto a tutta la filiera produttiva; realizzare interventi formativi; sostenere lo sviluppo economico delle piccole e medie imprese cooperative; inserire l’aggregazione nel contesto internazionale, in particolare nell’area del Mediterraneo e con specifica valorizzazione della dieta mediterranea, patrimonio immateriale dell’Unesco. |