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CORECOM: FORZE ARMATE E TERRITORIO NELL’INFORMAZIONE LOCALE

Presentato il rapporto sull’immagine dell’istituzione militare nelle televisioni locali e nazionali in Toscana. Fedeli: “Continua il percorso di avvicinamento tra Forze Armate, istituzioni e società civile”. Tirabassi: “In tempo di pace, missioni internazionali lunghe, lontane e costose, necessitano di un’informazione precisa e completa”

 

“Esiste un bisogno di comunicazione tra il ruolo svolto dalle Forze Armate e società civile che occorre sviluppare per spiegare motivi, natura e durata di interventi in contesti internazionali e non solo”. Così il vicepresidente del Corecom della Toscana (Comitato regionale per le comunicazioni) Leonardo Tirabassi, ha introdotto i lavori al convegno organizzato per la presentazione della ricerca “L’immagine delle Forze Armate nei servizi di informazione delle televisioni nazionali e locali della Toscana”. Una ricerca svolta in collaborazione con il Centro interuniversitario di studi e ricerche storico-militari, presentata a Firenze lunedì 6 dicembre nella Sala delle Feste di Palazzo Bastogi, voluta per capire qual è, a partire “da una realtà regionale quale quella toscana, dotata di consistenza militare forte, la conoscenza che cittadini ma anche istituzioni hanno del ruolo e delle capacità delle Forze Armate”.

Un ruolo definito da Tirabassi “importante, molto delicato considerato, per esempio, il costo di missioni internazionali, che la società fatica a comprendere fino in fondo”. Da qui l’idea di una ricerca che “meriterà un’attenzione particolare” anche per i risultati emersi da un anno di osservazione di telegiornali di 9 emittenti locali della Toscana (individuate tra quelle a copertura regionale e che trasmettono quotidianamente almeno un’edizione d’informazione e quelle che, seppure a copertura limitata, servono province in cui si trovano sedi operative delle Forze Armate) oltre al Tg della Rai regionale e al programma Buongiorno Regione. Un’indagine svolta tra il 1° luglio 2009 e il 30 giugno 2010 per un totale di 655 servizi, all’interno dei quali su 80 è stata fatta una dettagliata analisi qualitativa. “Se sono sparite la parola ‘guerra’ e ‘caduto’ – ha spiegato Tirabassi – i conflitti e le missioni internazionali in cui il nostro Paese è particolarmente attivo, si definiscono in situazioni in cui il concetto di vittoria non è chiaro all’opinione pubblica.

La sensazione è che il termine ‘missione di pace’ sia ormai riduttivo, mal compreso, un termine su cui la comunicazione deve intervenire con maggiore qualità. Il bisogno di informazione – ha concluso il vicepresidente – è tanto più necessario perché qualsiasi intervento militare, oltre confine o nei nostri territori, non sia vanificato”. Alle parole di Tirabassi ha fatto eco il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana Giuliano Fedeli, che ha manifestato una “soddisfazione particolare” per la ricerca svolta dal Corecom anche per “l’attività intrapresa dal Parlamento toscano” per una “partecipazione più attiva e stringente tra Forze Armate e società civile”. Percorso peraltro già avviato in occasione del giuramento degli allievi dell’Accademia navale, con “l’intenzione di favorire un’apertura reciproca per diffondere la conoscenza di realtà che condividono valori e obiettivi”.

“Esiste – ha detto Fedeli – un ritardo nella conoscenza delle Forze Armate. Il sinonimo che passa nella società civile è quello di guerra, ma è un falso. Il ruolo che i militari hanno, a presidio e difesa di territori colpiti da calamità naturali o per la stabilizzazione della pace e della democrazia, ne sono la dimostrazione evidente”. “In una società sempre più globale, la dimensione locale è fondamentale”. Così il presidente dell’Authority toscana Marino Livolsi nei suoi saluti al convegno. “I compiti del Comitato sono molteplici. Accanto a questi, l’analisi della comunicazione e dell’informazione anche istituzionale pensiamo sia necessario. Quello delle Forze Armate lo è tanto più perché la loro vicinanza alla società civile, sviluppa e fa partecipazione”. Saluti e ringraziamenti per una “ricerca che sarà sicuramente punto di partenza di un dibattito più ampio” sono arrivati anche da Lina Falvella dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: “Crediamo molto nei comitati regionali e nel ruolo che questi possono svolgere per contribuire al fornire un’immagine precisa della comunicazione istituzionali. Forse oggi più che mai così importante”.


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