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CRISI: GASPARRI, EUROCRATI SOTTOVALUTARONO RISCHI

Anche degli eurocrati che avevano festeggiato una decina di anni fa i traguardi raggiunti, sottovalutando i pericoli ed i rischi che anche allora erano apparsi chiari ed evidenti". Lo dichiara il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. LE REAZIONI DEL MONDO POLITICO ALLA CRISI DELLA ZONA EURO.

 

"Il Pdl ha appoggiato con sincerità l'impegno nazionale di cui si è fatto carico il governo Monti. Ma non ci sfugge che quanto è stato più volte detto in questi anni ed in questi mesi da Berlusconi si sta puntualmente verificando. Siamo di fronte ad una crisi che investe direttamente l'euro, la Bce e la stessa costruzione europea. Oggi autorevoli commentatori rilevano che il deficit di democrazia che si registra in talune istituzioni le indebolisce. Non vorremmo che anche nei singoli Paesi si rinunciasse al peso ed al ruolo del cittadini. Del resto, Sarkozy, Merkel ed altri capi di Stato e di governo agiscono tenendo conto forse in maniera eccessiva del peso delle opinioni pubbliche. Ed allora, anche in Italia si apra una franca discussione sulla crisi dell'euro e dell'Europa. Dobbiamo salvare questa costruzione, ma dobbiamo farlo attraverso un'operazione verità. Rafforzando il ruolo della Bce, favorendo intese internazionali a tutela di un sistema economico-finanziario che rischia di entrare in profonda crisi sull'una e sull'altra sponda dell'Occidente. Insomma, sono in gioco questioni ben più rilevanti che interessi di questa o di quella parte. Ed il Pdl ha dimostrato sul campo di saper agire con un altissimo senso di responsabilità. Per continuare a farlo, però, c'è bisogno di mettere in luce gli errori e le colpe di tutti. Anche degli eurocrati che avevano festeggiato una decina di anni fa i traguardi raggiunti, sottovalutando i pericoli ed i rischi che anche allora erano apparsi chiari ed evidenti". Lo dichiara il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

 

CRISI: SERENI (PD), SERVONO NUOVE MISURE PER LA CRESCITA

 "La settimana del Governo Monti si apre con la conferma, come dimostrano i dati dell'Ocse, di una situazione estremamente grave per l'Italia e per l'Europa. I numeri sulla crescita e sulla disoccupazione ci dicono che occorre invertire la rotta immediatamente e porre al centro delle misure economiche il nodo della crescita: meno tasse su lavoro e impresa, programmi per aumentare gli investimenti, contrasto all'evasione fiscale e tassazione dei patrimoni. Senza aumentare la crescita sarà impossibile mettere sotto controllo i conti pubblici. Tutte le riforme, comprese quelle della previdenza e del mercato del lavoro, devono essere finalizzate a far ripartire la nostra economia e per questo devono essere improntate a criteri rigorosi di equità. In Parlamento e negli incontri annunciati del Presidente del Consiglio con il leader del Pd, ribadiremo la nostra determinazione e il nostro impegno a sostenere questo sforzo straordinario per salvare il Paese", è quanto dichiarato dall'On. Marina Sereni del Pd.

 

CRISI: BERSANI (PD), SERVE UNA MANOVRA EQUA E POCO RECESSIVA

"Stiamo vivendo una contraddizione micidiale: mentre discutiamo giustamente di una necessaria disciplina dei bilanci dei singoli Paesi, noi non abbiamo una garanzia collettiva a tutela dell'Europa. La manovra del governo dovrebbe essere equa e con un impatto recessivo minimo, se punta solo sul rigore l'Europa va a sbattere".  Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani in un'intervista al Messaggero.
"Il Pd sarebbe l'unico partito a poter tirare per la giacca Monti, perche' siamo i soli che dicono da tre anni che il Paese va incontro a guai seri, ma non lo faremo. Io sono per dare tempo - sottolinea Bersani - ad un governo che si insedia dopodiche' i provvedimenti hanno una loro urgenza e una loro incisività. Serve una manovra che abbia il minimo impatto recessivo. Noi partiamo con le nostre proposte, le risorse vanno ricercate laddove c'è stato meno disturbo - continua il leader democratico - e quindi pensiamo ad un'imposta sui grandi patrimoni immobiliari, un'azione credibile sull'evasione fiscale; siamo molto prudenti, invece, su provvedimenti che riguardino l'Iva perchè l'Italia è un Paese in cui l'effetto inflazionistico è rilevantissimo.


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