GazzettaEconomica
Iscriviti alla newsletter
Visualizza in formato pdf  Visualizza in formato pdf
CRISI: L'AGRICOLTURA PERDE DUEMILA IMPRESE NEL TERZO TRIMESTRE 2011
La Cia commenta i dati sulla natalità e la mortalità delle aziende diffusi da Unioncamere: lo scenario del settore primario aggravato anche dai prezzi sui campi non remunerativi e dal difficile negoziato sulla Pac post 2013.
 
Duemila imprese in meno nel giro di tre mesi. L'agricoltura paga la totale assenza di misure a sostegno del settore e perde "pezzi" e vitalità, scontando ancora una volta sulla sua pelle gli effetti della crisi economica, i costi produttivi record e i prezzi sui campi non remunerativi. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi oggi da Unioncamere, che registrano la chiusura di 1.975 aziende agricole tra luglio e settembre. La situazione del comparto è davvero pesante - spiega la Cia - ma la politica sembra non accorgersi della gravità della situazione. La manovra varata dal governo ha totalmente ignorato l'agricoltura, e anche dalle prime indiscrezioni sul decreto Sviluppo non risulta alcun provvedimento a favore del settore primario. Eppure oggi 3 imprese su 5 hanno bilanci in "rosso" e la scelta irresponsabile di non intervenire sui problemi della categoria rischia di mettere fuori mercato altre 350 mila aziende già alle prese con costi sempre più proibitivi, redditi falcidiati dalla crisi e scarsi guadagni. Solo ad agosto - ricorda la Cia - gli imprenditori agricoli hanno dovuto sborsare l'11,4 per cento in più per i mangimi, il 22,2 per cento in più per l'energia elettrica, il 7,8 per cento in più per i concimi e il 6,3 per cento in più per i carburanti. Di contro, a settembre i prezzi pagati ai produttori hanno perso l'1,1 per cento rispetto al mese precedente, con una brusca flessione degli ortaggi (meno 10,6 per cento), in buona parte attribuibile ai ribassi delle patate (meno 20,1 per cento). A questo contesto già complicato - continua la Cia - si aggiungono anche le difficoltà del negoziato sulla Pac post 2013. Oggi a Lussemburgo per il Consiglio dei ministri dell'agricoltura dell'Ue il ministro Romano ha dichiarato che "non è accettabile la redistribuzione delle risorse finanziarie tra i Paesi membri che la Commissione propone". Però questo non basta: l'Italia in questo momento deve presentarsi in Europa - come rilevato dall'odg della Direzione nazionale della Confederazione - con una posizione davvero autorevole dell'intero "sistema Paese" per avere la forza di cambiare il documento di riforma che, cosi com'è, rischia di penalizzare ancora di più la nostra agricoltura con un taglio delle risorse fino al 25 per cento. La "questione agricoltura", insomma, ha bisogno urgente di un governo in grado di portare avanti politiche nuove e realmente efficaci per il comparto, in grado di dare una spinta alla ripresa. Continuare a vivacchiare sarebbe deleterio: oggi le imprese agricole non possono più permetterselo.

22/05/2012   SALUMI PIU’ MAGRI E CON MENO SALE CON LE TECNOLOGIE

22/05/2012   I VOUCHER IN AGRICOLTURA SONO UNO STRUMENTO CHE HA DATO SIGNIFICATIVI RISULTATI

22/05/2012   AGROALIMENTARE: A TAVOLA VINCE L’ECONOMIA DELL’INGANNO

22/05/2012   CONTRAFFAZIONE: POLITI ILLUSTRA LE PROPOSTE DELLA CIA

21/05/2012   CRISI: FOOD TAX ALL'ASSEMBLEA DI ASSODISTIL

19/05/2012   DE CASTRO: QUOTE LATTE ADDIO, SULLA PAC DIFFICILE CHIUDERE ENTRO L’ESTATE 2013

17/05/2012   AGRICOLTURA: COLDIRETTI, 10MILA GIOVANI AZIENDE IN 2012

17/05/2012   ALIMENTARE: LE ECCELLENZE MADE IN ITALY VANNO DIFESE E VALORIZZATE COME BENI CULTURALI

SALUMI PIU? MAGRI E CON MENO SALE CON LE TECNOLOGIE
I VOUCHER IN AGRICOLTURA SONO UNO STRUMENTO CHE HA DATO SIGNIFICATIVI RISULTATI
AGROALIMENTARE: A TAVOLA VINCE L?ECONOMIA DELL?INGANNO
CONTRAFFAZIONE: POLITI ILLUSTRA LE PROPOSTE DELLA CIA
ISTAT: FAMIGLIE ALLO STREMO LA CAPACITÀ DI SPESA È AI MINIMI
LA CLASSE DIRIGENTE ITALIANA HA 59 ANNI
IL PESCO BIOLOGICO FA SPETTACOLO
DE CASTRO: QUOTE LATTE ADDIO, SULLA PAC DIFFICILE CHIUDERE ENTRO L?ESTATE 2013