"C'è una grande preoccupazione perchè i contratti sono stati congelati, così come il Tfr, e vengono attuate misure durissime come non avviene in altri settori". Così in un'intervista al 'Messaggero' il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. "La riforma è necessaria anche e soprattutto per i cittadini - continua Bonanni - Questa selva di amministrazioni in mano alla politica non la reggiamo più. Un esercito che nell'ultimo ventennio ha superato ogni steccato. Abbiamo proclamato la mobilitazione in tutta Italia e ci batteremo contro tutto ciò che ostacola una revisione profonda del settore".
Con l’aumento di un punto percentuale dell’aliquota IVA si è immediatamente scatenata la bagarre di qualche associazione dei consumatori che non sa trovare strada migliore di quella di attaccare i negozianti ed indicarli alla pubblica opinione come gli artefici di ogni male. Non è passato un giorno dall’aumento dell’IVA ed ecco tuonare il Codacons che nel 35% dei negozi i prezzi sono aumentati.
Attenzione, dichiara il Presidente di Confesercenti di Padova, Nicola Rossi, non si parla di ipermercati o di grandi magazzini, si parla esclusivamente di negozi. E dagli all’untore. E’ una storia vecchia, continua Rossi, e sarebbe anche da riderci sopra se non fosse la criticità della situazione. Con i tempi che corrono, con i consumi al palo, con le vendite al dettaglio che crollano quasi ogni giorno, i negozianti hanno problemi ben diversi di quello di alzare i prezzi dell’1% o di cogliere la scusa dell’IVA per aumentare gli altri prodotti. Si potrebbero usare definizioni ben pesanti, continua Rossi, per definire queste iniziative del Codacons, il vero dramma è che i primi a rimetterci dell’incremento dell’IVA sono i commercianti stessi che stanno assorbendo il punto di aliquota rimettendoci di proprio. E non poco.
MANOVRA: CRISPI (FP-CGIL), A POMPEI CROLLI SICURI ED ASSUNZIONI A RISCHIO
"Che fine ha fatto la legge su Pompei, e, con essa le assunzioni previste? Non si sa: insieme alla casa dei Gladiatori sembra che, con la nuova manovra, sia crollata la previsione di assunzione straordinaria di 180 nuovi dipendenti, di cui 18 dirigenti, prevista per rimpolpare lo scarno organico del personale in servizio a Pompei. Altrimenti non si spiega come mai la richiesta di autorizzazione all’effettuazione delle assunzioni che il MIBAC ha inviato sin dalla fine dello scorso mese di luglio ai Ministeri competenti giaccia nei cassetti della Funzione Pubblica e dell’Economia, i quali ancora non danno le loro risposte dovute sulla base della previsione della legge stessa." E' quato dichiarato in una nota da Antonio Crispi, segretario nazionale Fp-Cgil. "Adesso la nuova manovra prevede un ulteriore taglio del costo del lavoro che causerà un esubero nell’organico del Ministero di ben 4000 unità circa e 40 dirigenti, e quindi chiude gli spazi ad ogni possibile assunzione, almeno in attesa che il blocco del turn over assorbisca le eccedenze tramite i pensionamenti. Quindi circa 6 anni. Insieme alla nuove assunzioni - prosegue Crispi - risultano ad oggi scomparse anche le risorse, 110 milioni di euro, che il Ministro per gli Affari Regionali doveva rendere disponibili per il finanziamento degli interventi di manutenzione straordinaria e di cui non vi è traccia visibile. Tutto questo malgrado la pompa magna con la quale era stata presentata la legge, che finalmente doveva affrontare le condizioni di degrado di uno dei più importanti siti archeologici, e che invece rischia di finire tra le maglie dei tagli pesantissimi che hanno colpito il MIBAC. Pertanto il crollo della casa dei Gladiatori è servito solo a confezionare l’ennesimo spot governativo: aspettiamo che il prossimo crollo proponga l’ennesima passerella di politici afflitti dallo stato di degrado del nostro patrimonio culturale, con buona pace di chi - conclude Crispi - si batte seriamente per la sua tutela e valorizzazione".
MANOVRA: ADICONSUM, LE 5 OCCASIONI PERDUTE DEL GOVERNO
"La manovra economica è profondamente iniqua - dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale di Adiconsum - non perché tenta giustamente di mettere ordine nella dissenatezza di una spesa pubblica fuori controllo da decenni, ma perché colpisce gli strati più deboli del nostro Paese e fa cassa agendo su chi da sempre paga le tasse, lavoratori dipendenti prima di tutto, senza fare alcuna differenza tra single e famiglie numerose. Queste ultime, costrette a consumare di più, sono quelle maggiormente penalizzate". Adiconsum denuncia come un aumento dell'Iva poteva avere percentuali maggiori (anche il 3%) sui beni di lusso anziché colpire i consumi quali vestiti, scarpe, auto, benzina, ecc. "Il Governo - continua Giordano - ha perso la grande occasione di scambiare un aumento dell'IVA con un abbassamento della tassazione sulle buste paga. Se avesse agito in questo senso avrebbe abbassato la tassazione sul lavoro dipendente a favore delle famiglie, dei pensionati, dei dipendenti e delle aziende, liberando risorse per i consumi e quindi per il rilancio della produzione e dell'occupazione". 1. Si è persa l'occasione di tagliare le accise sulla benzina e quindi di sterilizzare i suoi aumenti vertiginosi, con effetti inflazionistici perversi, visto che i carburanti sono il principale volano degli aumenti dell'inflazione che a sua volta determina un aumento dei tassi di interessi della BCE, che inevitabilmente si scaricano sui mutui e quindi sulle famiglie italiane. 2. Si è persa l'occasione di tassare i patrimoni mobiliari ed immobiliari, troppo spesso occultati attraverso la costituzione di società di comodo e frutto della grande evasione fiscale, cancro del nostro Paese che va estirpato. 3. Si è persa l'occasione di liberalizzare le professioni, procedendo decisamente verso lo scioglimento degli ordini professionali, mossi da logiche corporative che tutelano unicamente i "baroni" e non certo i giovani avvocati, medici, farmacisti, ecc., schiacciati dal tacco dei privilegi della casta e da un Parlamento in mano alle lobby degli avvocati e dei professionisti in genere. 4. Si è persa l'occasione da parte dei partiti di tagliare i costi della politica e liberalizzando i servizi pubblici locali polverizzati, spesso - se non sempre - fonte di clientelismi e sprechi ormai insopportabili. 5. Si è persa l'occasione per liberare tutte le risorse disponibili per gli investimenti e per l'occupazione particolarmente al Sud. "Adiconsum - conclude Giordano - è convinta che purtroppo la manovra varata non risolverà i problemi del Paese ed non è che il primo dei provvedimenti, ancora più pesanti, che verranno varati nei prossimi mesi, per evitare il default economico dell'Italia. Adiconsum chiede che tali normative siano indirizzate verso un vero rilancio del Paese attraverso una reale "rivoluzione" riformista e liberale, che abbandoni vecchie logiche stataliste e conservatrici".
BENZINA: CODACONS, AUMENTO IVA SI RIPERCUOTE SU CITTADINI
"Come registrato sabato dal Codacons, l’aumento dell’aliquota Iva ha avuto ripercussioni immediate alla pompa, con incrementi dei listini pari a 1,4 cent al litro per la benzina, 1,3 per il diesel e 0,5 centesimi per il Gpl. 'Gli aggiornamenti dei listini dei carburanti produrranno una maggiore spesa a carico dei cittadini, che a pieno regime sarà pari a +19 euro ad automobile su base annua - spiega il Presidente Carlo Rienzi - cifra che, ovviamente, va sommata alla precedente batosta dovuta all'aumento delle accise, pari a 60 euro ad autovettura, per un totale complessivo, su base annua, di +79 euro a veicolo'.Il Codacons ribadisce quindi la necessità di escludere dall’aumento dell’aliquota Iva quei beni che, come i carburanti, rischiano di determinare un effetto domino sui prezzi e scatenare una pericolosa spirale inflazionistica". E' quanto riporta una nota emessa in data odierna dalla Codacons.
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