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DAL GASOLIO ALL’ALIMENTAZIONE IL MONDO AGRICOLO STUDIA RICETTE ANTICRISI
A guardare i listini dei prodotti agricoli, fatte le debite eccezioni, i prezzi nominali potrebbero quasi strappare dei sorrisi. Invece, le voci che si rincorrono al Centro Fiera del Garda, nel primo giorno della Fiera agricola zootecnica italiana di Montichiari (in programma fino a domenica), sono soltanto in parte ispirate dalla tranquillità dei listini.
 
“Il debutto dell’84ª edizione della Fazi è assolutamente positivo – dice il direttore del Centro Fiera del Garda, Ezio Zorzi - con una importante presenza di operatori ad animare i 9 padiglioni della manifestazione e un flusso di visitatori elevato”. Al termine della prima giornata, infatti, le sensazioni degli espositori sono assolutamente positive. Domani alle 11 nel foyer del Centro Fiera è prevista l’inaugurazione ufficiale della Fazi. A Montichiari il mondo agricolo si guarda intorno e cerca come può di dare uno schiaffo alla crisi globalizzata. L’elenco delle incognite è piuttosto lungo: si parte dall’Imu, ultimo fantasma in ordine di tempo che – si dice fra i padiglioni della Fazi – “si rivelerà una mazzata per l’agricoltura, il doppio rispetto alla vecchia Ici, che gravava prima solamente sui terreni”, per arrivare alla volatilità dei mercati e alla difficoltà di accesso al credito. I produttori di latte sintetizzano così i numeri del 2012 e tracciano un quadro prospettico tutt’altro che entusiasmante. “Il gasolio è rincarato del 25%, i fertilizzanti e i concimi del 20%, i costi alimentari crescono a ritmi sostenuti – analizza Fabio Oneda, allevatore di Leno (Brescia), con 85 vacche in stalla -. Non mi pronuncio sul peso dell’Imu, visto che ancora non è dato saperlo, ma si dice già che a fine anno il prezzo del latte spot (in cisterna, nda) calerà di circa il 10%, passando da 42 a 38 centesimi. Siamo preoccupati, perché se queste voci troveranno conferma, per gli allevatori sarà un problema far quadrare i conti”. Punta il dito sulla Direttiva nitrati, invece, Giovanni Cominardi, imprenditore di Ghedi con 170 bovine in conduzione. “L’innalzamento del limite a 250 chilogrammi per ettaro nelle zone vulnerabili ai nitrati è stato salutato come un grande successo – osserva – invece non cambierà assolutamente la situazione. Anche così l’80% degli allevamenti bresciani resta in difficoltà”. Anche fra i suinicoltori serpeggia una preoccupazione. Nel 2013 entreranno in vigore normative europee più stringenti sul benessere animale e sugli spazi destinati alle scrofe (dovranno aumentare di circa il 30%), annuncia Andrea Cristini, presidente dell’Associazione nazionale allevatori di suini, “e il 50% dei nostri allevamenti non è in regola. Dovremo attrezzarci per non incorrere in sanzioni europee. Ma è giunto il momento che anche i suinicoltori abbiano la possibilità di accedere ai finanziamenti del Psr, divenuti fondamentali per poter ristrutturare le nostre imprese”. Le strategie per la competitività passano da molte strade. Benessere animale e gestione dell’allevamento, “che comprende anche l’accreditamento da alcune patologie, che rallentano le possibilità di export per la filiera”, commenta Emanuele Percallo, suinicoltore di Montichiari ed espositore della Fazi. L’incremento della redditività, secondo il presidente nazionale di Confai, Leonardo Bolis, passa anche da un aumento delle superfici aziendali controllate. “Per questo – afferma – diventa molto importante per l’imprenditore agricolo affidarsi alle imprese professionali di meccanizzazione agricola, che possono contare su una maggiore efficienza e su economie di scala superiori per favorire il contenimento dei costi. Tutto questo a beneficio della gestione economica delle produzioni”. Altra leva efficace, secondo Bolis, “è la gestione collettiva degli acquisti e un accorciamento della filiera a vantaggio dei produttori primari”. Le difficoltà che gli allevatori di cavalli Haflinger stanno incontrando – Brescia è la seconda provincia italiana per numero di capi (oltre 400), dopo Bolzano – in parte chi ha il maneggio cerca di superarle inventandosi nuovi servizi. “Dall’ippoterapia al turismo equestre sono tutti servizi utili ad implementare il reddito aziendale – spiega Carlo Gotti, proprietario del maneggio Equiturismo Strauss di Toscolano Maderno – e grazie alla certificazione di Guida equestre e alla vicinanza al Lago di Garda lavoro per il 70% con turisti stranieri. Certo però che la crisi si sente”.

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