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DECRETO SBAGLIATO? NESSUN PROBLEMA, BASTA FARLO "SPARIRE"

Riceviamo una lettera da parte di un lettore che volentieri pubblichiamo. Restiamo in attesa di una qualsivoglia smentita da parte dell'Agenzia delle Entrate, se ci sarà.

 

Un tempo quando veniva approvata una legge, o un decreto, si pubblicava il testo sulla Gazzetta Ufficiale, cosicché quanti interessati dalla nuova norma potessero venirne a conoscenza. Ora, nell'epoca della telematica, di Internet veloce, della banda larga di cui tutti (ma proprio tutti? Anche nei piccoli paesi dove l'ADSL non arriva ancora?) sono naturalmente forniti, la legge ha previsto la possibilità di pubblicare determinati provvedimenti semplicemente sul Sito Internet dell'Agenzia delle Entrate, che sostituisce a tutti gli effetti la "vecchia" ed ormai obsoleta "Gazzetta Ufficiale".

E' il caso, ad esempio, di una serie di provvedimenti di natura fiscale i quali vengono dunque pubblicati solo via Internet. Che bello, niente più carta, tutto telematico, pazienza per chi Internet non ce l'ha o si deve ancora collegare con il Modem a 56K, magari anche perché l'Agenzia delle Entrate dopo avere telematizzato anche la pubblicazione dei decreti, la banda larga però nei piccoli paesi di montagna o di collina ancora non serviti, mica è andata a portargliela. Tutto nuovo, tutto efficiente, tutto più veloce e che, soprattutto, permette di risparmiare un po' di soldini. Che, in questi tempi, è certo cosa che non può non fare piacere.

Che i piccoli paesi di montagna si arrangino, si trasferiscano caso mai in città più grandi, se non gli va bene. Dicevamo, tutto veloce, tutto informatizzato, ma anche... tutto modificabile a piacimento senza alcun controllo. Eh sì, perché con la "vecchia", pesante ed obsoleta "Gazzetta Ufficiale" un decreto una volta che era pubblicato mica si poteva farlo sparire nel nulla, occorreva fare un nuovo decreto che modificava, integrava o annullava quello precedente. Oggi invece si può cambiare tutto a piacimento.

O meglio, non si potrebbe fare, ma chi controlla i controllori? Eh già, infatti questo vale se e solo se a cambiare le carte in tavola è naturalmente l'Agenzia delle Entrate. Il cittadino non si azzardi a provare l'ebbrezza di queste nuove "libertà", provi a non emettere uno scontrino di dieci centesimi di euro perché magari ha già chiuso la cassa, e la sanzione non gliela toglie nessuno. Ma si sa, l'Agenzia delle Entrate opera nell'interesse del cittadino, è al di sopra di ogni sospetto. Talmente al di sopra che non c'è proprio nessuno che la controlli. E così alla fine può fare quello che vuole.

Come ad esempio con il Decreto del 29 dicembre 2010 prot. 2010/188381, ufficialmente pubblicato sul Sito Internet dell'Agenzia delle Entrate in data 29 dicembre, ma di cui si sono perse le tracce. Sissignori, proprio perse le tracce, o per dirla in altre parole, letteralmente sparito nel nulla. Già, questo decreto appena approvato è apparso subito troppo laconico, non si sapeva come interpretarlo, non si sapeva neppure quando entrava in vigore. E che fare allora? Beh, con la "vecchia" ed obsoleta Gazzetta Ufficiale si faceva un altro decreto, sissignori, un altro decreto che semplicemente integrava, modificava, o sostituiva il precedente.

Poi si pubblicava nuovamente questo decreto sulla Gazzetta Ufficiale, cosicché tutti gli interessati potessero conoscere la nuova norma così come modificata. Non sembra poi così difficile, ma a volta si sa, l'amor proprio, la mancanza di umiltà, e perché no anche l'arroganza possono talvolta giocare brutti scherzi. E qui di giocare proprio si tratta, e visto che si gioca in casa... Perché non riscrivere semplicemente il decreto, con la stessa data del vecchio, e fare finta che sia stato scritto giusto fin dall'origine? - deve essersi domandato qualcuno negli uffici dei "piani alti" dell'Agenzia delle Entrate. Detto, fatto.

In data 31 dicembre 2010 il Sito Internet dell'Agenzia delle Entrate riportava un decreto del 29/12/2010 che nel titolo era esattamente uguale al precedente. Solo il testo era in alcuni punti modificato ed integrato, passando dalle originarie 7 pagine di mercoledì alle 11 pagine attuali. Per dare un po' di realismo alla cosa, il provvedimento, ancorché reso disponibile solamente in data 31/12/2010 veniva retrodatato 29/12/2010, riuscendo per l'occasione a riciclare anche un protocollo del 29/12/2010, e precisamente il numero 2010/188376.

Curioso, no? Un decreto con numero di protocollo addirittura antecedente a quello del documento "sostituito". Sì, proprio sostituito, perché del vecchio documento ormai non c'è più traccia sul sito Web dell'Agenzia delle Entrate. A meno che non conosciate il link originario, finché non verrà disattivato pure quello. Morto. Sepolto. Con buona pace di quelli che hanno scaricato la prima versione e che magari non sanno e forse non sapranno mai che il decreto che hanno scaricato e studiato non ha alcun valore.

Così va il mondo, sul Sito dell'Agenzia delle Entrate i documenti entrano ed escono che è un piacere, come i ballerini sul palcoscenico. Ognuno recita la sua parte, ora breve, ora lunga, poi se qualcuno diventa "scomodo" basta farne perdere le tracce. Alla faccia della democrazia, del senso civico, delle istituzioni, ma tanto se nessuno controlla, chi mai potrà obiettare qualcosa? Forse il diritto, quello che non è scritto nelle leggi, quello che non viene pubblicato né sulla Gazzetta Ufficiale né sul Sito Internet dell'Agenzia delle Entrate, ma che ognuno di noi porta dentro di se', questo sì, avrebbe molto da obiettare.

Ma non c'è tempo di parlare di queste cose, occorre lasciarsi ammaliare dalle luce di questo periodo dorato pensando che, alla fine, la cosa più di tanto non ci riguardi. Ma la giustizia, o l'ingiustizia, quella aihmé riguarda ognuno di noi senza eccezioni. Cara "vecchia" Gazzetta Ufficiale, forse sarai obsoleta, forse sarai ormai ingombrante, ma almeno non mentivi. Ora che ti hanno relegato ad un ruolo di secondo piano, ci manchi davvero. Come non mai.

 

Stefano Cortelli


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